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Il voto a Potenza, quartiere per quartiere | INFOGRAFICHE

Il voto per le comunali a Potenza, i risultati quartiere per quartiere

L’analisi del voto in una piccola città spiega dinamiche locali che spesso vanno oltre lo scenario dello schieramento politico.

Succede anche a Potenza, reduce dallo spoglio del primo turno delle amministrative (sfida a cinque tra Marco Falconeri del M5S, Valerio Tramutoli di Basilicata Possibile, Bianca Andretta per il centrosinistra, Mario Guarente per il centrodestra, Giuseppe Ferraro con la civica Potenza nel cuore) e pronta ad affrontare il ballottaggio tra Tramutoli (coalizione al 20,19% e candidato sindaco al 27,41%) e Guarente (coalizione al 50,21% e candidato sindaco al 44,73%).

Come ha votato la città di Potenza volendo osservare la risposta politica dei vari quartieri?
Il dato più evidente è la sostanziale omogeneità con cui la coalizione di centrodestra e il suo candidato sindaco Guarente, al netto del voto disgiunto, hanno ottenuto più voti in tutte le zone del capoluogo.

Emerge poi una certa omogeneità del voto disgiunto tra vari quartieri a favore di Tramutoli: ciò che cambia è la provenienza del disgiunto, “sottratto” più al centrodestra o al centrosinistra in misura variabile nelle diverse aree della città.

Ma per andare davvero a fondo del voto cittadino, spingendosi nella geografia elettorale, bisogna partire dalla consapevolezza che in un’elezione amministrativa, soprattutto in una città delle dimensioni di Potenza, può bastare anche un solo candidato consigliere molto conosciuto e sostenuto nel quartiere di residenza per imporre l’andamento del voto in una zona specifica.

Tuttavia, leggere i dati del voto potentino con uno sguardo alla dimensione sociale e urbana permette di dire alcune cose.

Innanzitutto che la città di Potenza è profondamente cambiata negli ultimi anni: ha subito il calo demografico e la crisi economica, ma ha anche cominciato ad adeguarsi profondamente ai ritmi quotidiani delle vite contemporanee nella distinzione tra i luoghi da vivere e quelli da abitare.

La distanza tra centro e periferia, almeno nell’anello urbano, non è più prettamente di tipo sociale.

I nuovi nuclei familiari – professionisti, impiegati, insegnanti – si distribuiscono ormai tra quartieri relativamente recenti come Poggio Tre Galli e Macchia Romana e le nuove zone di espansione come via dei Molinari o via Cavour. Forse sono proprio le aree a ridosso del centro storico a pagare più di altre l’invecchiamento della popolazione.

La piccola città di Macchia Romana

Macchia Romana è il quartiere più popoloso dell’area urbana: circa cinquemila abitanti, molto differenti per reddito, età, nuclei familiare di riferimento, grado di istruzione. Rione né popolare né borghese, quasi una piccola città nella città. Qui il centrodestra esce dal primo turno con netta predominanza (le sei liste di Guarente doppiano quelle del centrosinistra e della coalizione di Basilicata Possibile), mentre emerge una sostanziale parità tra la coalizione di Andretta e quella di Tramutoli (entrambe sotto i mille voti con le liste, a differenza del voto sui candidati sindaco che premia nettamente il secondo).

La risposta nel centro storico

Il centro storico è una delle aree di Potenza dove il voto disgiunto ha avuto molto peso. Nell’accorpamento delle sezioni elettorali, rientrano in questa analisi anche gli abitanti di Borgo San Rocco e delle nuove strutture di via Cavour. Questa è l’area dove, più che altrove, il voto disgiunto ha premiato Tramutoli: è interessante, però, osservare come dei 437 voti con cui il candidato sindaco di Basilicata Possibile supera le proprie liste, 238 siano stati sottratti a Guarente (è questo il delta tra il candidato guida del centrodestra e la coalizione che totalizza poco più di 2.000 voti nel centro storico) e poco più di 140 a Bianca Andretta (che per questa quantità di voti non totalizza quanto la coalizione di centrosinistra). Anche Marco Falconeri, che guidava il M5S ha raccolto più voti della lista: circa una quarantina.

«Si vince nelle contrade»

Caso a parte è quello rappresentato dalle contrade. Chiunque si affacci all’amministrazione di Potenza fa presto i conti con uno dei tratti identitari del capoluogo lucano: un’estensione che quasi non si percepisce dall’esterno ed è difficile da governare. Ad ogni elezione, il refrain recita: chi vince, vince nelle contrade. In parte è vero, per i numeri della popolazione e per la rete solidale che accomuna ancora la popolazione residente. Ci sono contrade che sono fisicamente più vicine ad altri Comuni dell’hinterland, in cui si fa fatica a sentirsi parte della stessa città. Ecco, è lì che il segnale di protesta e l’indicazione politica al primo turno appaiono difficilmente reversibili. Da San Luca Branca a Lavangone, da Giuliano a Giarrossa, passando per tutta la zona Est di Potenza, la coalizione di centrodestra si è imposta con uno scarto di voti che in alcuni casi arriva al 300% in più del risultato ottenuto dagli avversari.

Anche a Bucaletto, rione più volte oggetto dello scontro pubblico in questa campagna elettorale, il voto ha premiato il centrodestra in modo netto. E proprio nelle zone dove il centrodestra si è imposto con un distacco importante il voto disgiunto su Guarente tende a essere meno significativo.

I rioni popolari

Rione Lucania, per chi vive la città di Potenza, è un quartiere simbolo: un microcosmo che vive il disagio e, contemporaneamente, un contesto umano di un rione popolare che ancora vive la dimensione del quartiere. Nel quartiere praticamente privo di edilizia privata, la chiesa, le associazioni e la farmacia ancora sono i principali punti di riferimento. In queste elezioni amministrative il valore elettorale di rione Lucania è fortemente simbolico: sede della farmacia di Carlo Trerotola, ex candidato governatore del centrosinistra, e casa di Guarente. Guarente ha vinto la sfida in termini assoluti (982 voti al candidato sindaco, 1.028 alla coalizione), ma è di nuovo Tramutoli a guadagnare sul voto disgiunto: 568 voti al candidato sindaco, 399 alla coalizione). La scena si replica anche nell’altro quartiere popolare, Cocuzzo.

Nelle infografiche interattive in basso è possibile osservare in dettaglio cifre, cambiamenti e spostamenti del voto, così come la città l’ha affrontato quartiere per quartiere.