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Potenza ultima spiaggia: perché bisogna sostenere De Luca

Tony Vece

Ma quanti soldi mancano alle casse del Comune di Potenza? 

Lo dovrebbe sapere, ovviamente, il sindaco Dario De Luca (nella foto di Tony Vece®) che però non ha presentato il bilancio di previsione del 2014 entro il 30 settembre (come gli toccava) e che per questo motivo ha licenziato l’assessore al bilancio Maria Martoccia,  che – appena qualche ora prima – era stata commissariata con una sorta di task force.

La Martoccia solo ieri al Quotidiano della Basilicata spiegava che la fiducia di De Luca non era venuta meno.

Questione di opinioni. De Luca – nonostante l’intervista molto dorotea – ha congedato poche ore dopo l’assessore.

Smaltita la sbornia del voto e messa in piedi una delle giunte più bislacche e sgangherate che Potenza abbia mai avuto (e ne ha avute!), De Luca comincia a pensare che forse quelle elezioni era meglio le avesse vinte l’avvocato Petrone che ora avrebbe dovuto far quadrare i conti massacrati dai suoi azionisti del Pd.

Paradossalmente – ma manco tanto – la sconfitta elettorale ha salvato il Pd dall’onere di dover risolvere i problemi che il medesimo Pd ha creato ai conti della città.

Ora la soluzione tocca a De Luca. E hai voglia a dire che i problemi vengono dal passato (come è certamente vero), ma intanto è la giunta De Luca che non è stata in grado di presentare il bilancio!

Poco alleggerisce la situazione l’impegno del Governatore-Gladiatore di correre (?!?!) in aiuto del capoluogo («La Regione non è un bancomat, ma sicuramente non può rimanere indifferente alla richiesta di aiuto che ci arriva dal capoluogo di regione, che, proprio in virtù del ruolo che riveste per tutto il territorio, non può essere lasciato solo») seguita dalla precisazione: «Voglio capire le responsabilità».

Chieda al consigliere regionale del Pd Vito Santarsiero, sindaco di Potenza dal 2004 al 2014, che siede di fronte a lui!

Se qualcuno aveva bisogno di un certificato di morte per provare a riflettere sulla fine del modello di “Potenza città che eroga servizi alla Regione” ebbene le tarantelle di questi giorni lo sono.

Gli unici servizi prodotti sono quelli di un ceto parassitario che ha vissuto – e vive ancora – all’ombra dei palazzi del potere. Un ceto molto ampio che distribuisce il consenso a chi offre la perpetuazione del modello di scambio che ne determina l’esistenza.

Non c’entra né la destra, né la sinistra. Nè chi sta sopra, né chi sta sotto.

C’entra l’idea che tutto debba provenire e convergere sulla politica, intesa come composizione di interessi di breve periodo. Cioè la perpetuazione dello status quo.

E questo andava bene quando c’erano i soldi di Pantalone che sistemavano tutto. Anche i bilanci scassati, i servizi erogati a prezzi inesistenti, le corse alle poltrone, poltroncine, sedie e strapuntini.

Oggi che bisogna dimostrare di saper fare qualcosa, dimostrare che il sistema di “Potenza-Città Regione” non è solo la rendita di posizione del capoluogo ma un valore per tutta la Regione, ecco che Potenza non c’è.

La situazione non è grave. E gravissima!

Per questo bisogna sostenere il sindaco De Luca.

Perché – come a tutti i folli che si impegnano in un’opera ardua nella quale con la ragione non si cimenterebbe nessuno – va dato sostegno in una missione difficilissima che può consegnare questa città o all’oblio o a un difficile percorso di rinascita.

Lo faccia anzitutto il Pd che questi problemi ha creato e che pure al suo interno ha ancora – non si capisce come – alcune intelligenze e capacità. Lo facciano tutti i cittadini, sapendo che “o è così o è Pomì”.

Lo faccia, infine, lo stesso sindaco De Luca evitando cattivi consiglieri e consigliando lui stesso a chi con lui ha vinto le elezioni che l'”ok corral” vale per la tv non per il governo di una comunità.