17 novembre

Trasparenza e responsabilità, tutti i dati pubblici on line

La società del XX secolo è definita società dell’informazione. La direzione verso cui stiamo andando è verso un accesso sempre più facile e veloce alle informazioni. Non verso una società spiona e basata sul controllo, limitante la libertà, come immaginava lo scrittore britannico George Orwell in “1984”, ma verso una società più democratica dove chiunque può avere accesso a tutti i dati di cui ha bisogno. L’informazione non ha più un costo e non è più fonte di potere perché è gratis. Pensiamo ai programmi come Smart Cities and Communities, dove l’uso del digitale e delle tecnologie delle telecomunicazioni sono un mezzo per un migliore utilizzo delle risorse, consideriamo l’Agenda Digitale, sottoscritta da tutti gli stati membri della dell’UE, riflettiamo sugli interventi a favore della banda larga, tra gli obiettivi anche della gestione indiretta della UE e argomento di uno degli orientamenti. Ma meditiamo anche sull’accento posto alla Trasparenza. La trasparenza è la base verso cui dobbiamo necessariamente andare. E’ alla base delle politiche di Open data della pubblica amministrazione.

Se non vogliamo più che il cittadino guardi con diffidenza alla politica, al potere e alla pubblica amministrazione e ne ha ben donde visti i recenti e meno recenti episodi di corruzione e associazionismo delinquenziale, è necessario pubblicare tutto. Vi ricordate la canzone Meno Male di Simone Cristicchi? “La verità è come il vetro che è trasparente se non è appannato, per nascondere quello che c’è dietro, basta aprire bocca e dargli fiato!”. Non servono più parole e chiacchiere, promesse di dimostrare e far vedere, vogliamo, pretendiamo i fatti e cosa c’è meglio dei dati? Le conclusioni poi ce le traiamo da soli.