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Quella strana soggezione che frena la Basilicata

In una realtà dove la mafia esiste, richiamando Don Marcello Cozzi, ma non assume i connotati di una forza repressiva e bloccante delle energie e delle attività economica, il maggiore flagello che affligge la Basilicata e che gli impedisce di portare avanti la cultura del merito è il clientelismo.  L’economista Luca Meldolesi nel suo libro del 1998 “Dalla parte del sud” teorizza “i tre flagelli”, l’illegalità, il clientelismo e il corporativismo. “…il clientelismo – quel fenomeno di interazione e scambio tra cittadini e potenti che continua ad avere un ruolo di primo piano nella vita del sud. La spinta assistenzialista, la pratica della raccomandazione, la caccia all’impiego pubblico, il voto di scambio ecc. sono pratiche ancora largamente presenti in modi e forme differenziati, più o meno gravi a seconda delle diverse situazioni” (p. 33).

Se questa regione vuole una chance deve liberarsi da questa costrizione mentale, da questa forza distruttrice delle potenzialità e capacità . “…l’uomo provvidenziale, è quanto di più dissolvente si possa immaginare ed è il risultato della nostra concezione eroica della storia” Francesco Saverio Nitti, Eroi e Briganti. La concezione eroica della storia impedisce al singolo di farne parte. Possiamo delegare ad altri il cambiamento, non siamo chiamati noi a farlo.

Alcune persone si rifiutano di dichiarare il destinatario del proprio voto alle elezione, trincerandosi dietro al segreto elettorale. Ma è lecito chiedersi: qual è il problema? Viviamo in un paese libero dove ciascuno può esprimere la propria idea politica! La risposta è stata “ci potrebbero essere ritorsioni”. In che senso? Ti picchiano? Ti uccidono? Ti fanno licenziare? Tuo figlio non troverà una scuola dove studiare? Neanche la Mafia può fare tanto! Il punto è che c’è la tendenza alla soggezione, alla dipendenza psicologica senza alcun motivo. Questo ragionamento richiama una frase di un libro di Andrea Camilleri, autore siciliano che racconta di un quotidiano oppresso da un altro dei grandi flagelli di cui parla Meldolesi, l’illegalità. “E spisso non si potiva dire che lo faciva per dinaro. E allura pirchì? Non c’era ‘na risposta: pirchì aviva l’anima del servo. Erano gli entusiasti volontari del servilismo, cadivano in ginocchio davanti al Potiri, quali che era”. Andrea Camilleri, Una voce di notte. Se è possibile comprendere questo stato d’animo in un paese angosciato dalla criminalità, non lo è in Basilicata. E’ infatti impensabile che l’aspirante assessore non votato invii un sicario a fare una carneficina. E allora perché questo timore?