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Start up, parlare è meglio che creare

Quando si parla di start up, sembra che si tratti della panacea di tutti i mali. Allora cosa si aspetta? Dirottiamo tutti i fondi pubblici nazionali, comunitari e regionali ad avviare nuove imprese. Alcuni influenzatori delle politiche di finanziamento la pensano davvero in questo modo. Avviare un’impresa non può essere l’alternativa alla disoccupazione.

Finanziare una start up è rischioso.

Valutare un’impresa che è ancora un progetto, significa non avere uno storico cui far riferimento. Certamente qualcuno può dire che essendo un settore tradizionale, si può far scegliere un benchmark adeguato, un’impresa con stesse caratteristiche. Ciò non risolve il problema, perché non esistono idee vincenti ma “idee e persone” vincenti.

Si valutano allora le competenze e le potenzialità degli aspiranti imprenditori ma… secondo l’ultimo rapporto dell’Unioncamere relativo all’economia lucana nel 2013 si assiste ad una progressiva riduzione dei tassi di sopravvivenza.

“La quota di imprese ancora in vita ad un anno dalla nascita, ad esempio, è scesa dal 97,3% del 2009 al 96,4% del 2013; analogamente in calo sono i tassi di sopravvivenza a 2,3, e 4 anni dalla nascita, che assumono valori via via più bassi, mentre la sopravvivenza a 5 anni si colloca al 74% (quasi un’impresa su quattro quindi non ha raggiunto i 5 anni di attività)”.

Il parlare poi di start up veramente innovative rende tutto più difficile, sia che si tratti di un nuovo prodotto o di un nuovo processo produttivo sia che si tratti di un nuovo bisogno. Più è nuovo più è rischioso.

Quindi in questi casi è giusto che a finanziare siano i capitali privati.

Non è pensabile ritenere di essere “innovatori” e immaginare di intervenire, come vorrebbero alcuni opinionisti tuttologi, con fondi pubblici. Magari con la stessa supponenza aspettarsi di valutare i risultati alla fine dell’anno o al massimo l’anno successivo e intervenire disgustati invocando lo spreco di risorse pubbliche ai primi fallimenti.

Lo sapete quante start up innovative ci sono in Basilicata? Nove (iscritte a maggio 2014 al Registro delle Imprese nella sezione Start up innovative)…