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Le città scomparse in Basilicata. Nuovi dati sullo spopolamento

I dati sullo spopolamento in Basilicata

Qualche anno fa, stando ai dati ISTAT sulla popolazione, la Basilicata aveva perso tanti abitanti da poter dire che un’intera città fosse venuta meno.

Oggi sono ben due le città scomparse dalla Basilicata, e nello specifico, numeri alla mano, sono città importanti.

Volendo semplificare e usare un’immagine indicativa, è come se dalla cartina della Basilicata fossero scomparse Melfi e Pisticci, cioè il terzo e il quarto comune nella graduatoria demografica.

Leggere i dati ISTAT sulla demografia è un esercizio necessario per provare a disegnare il futuro di un territorio in cui il tema dello spopolamento è decisamente urgente.

Nelle prossime infografiche interattive realizzate da Gianni Molinari, i dati sulla demografia lucana sono stati elaborati e analizzati. Il risultato è una lettura problematica dello stato di cose.

Le infografiche sono state realizzate su elaborazioni statistiche di Molinari in occasione del seminario “Spopolamento. Quale futuro per la nostra Regione?” organizzato a Potenza dall’associazione Letti di Sera in collaborazione con il MEIC (Movimento Ecclesiale di Impegno Culturale)

 

A proposito di scomparsa delle città, in Basilicata dal 2002 ad oggi sono venuti meno nel saldo demografico 30.346 abitanti. Questo dato tiene conto sia del saldo fisiologico tra nati e morti, sia del saldo tra migrazioni interne ed esterne (ogni anno sono circa 700 gli emigranti).

Analizzando la composizione e la ripartizione della popolazione lucana, sappiamo che in 14 comuni si concentra il 30% della popolazione.

 

La lettura del grafico “Dove stanno i lucani” necessita di alcune spiegazioni:
le prime tre linguette (Matera, Potenza, Basilicata) indicano il numero dei comuni suddivisi in base alla crescita o flessione della popolazione; le successive tre linguette (Matera, Potenza, Basilicata) indicano quanta popolazione c’è nei comuni aggregati come indicato nelle prime tre linguette.

Infine, qui in basso, un ultimo grafico. Come incide il fattore “petrolio” sui flussi migratori interni ed esterni e sull’andamento demografico?