17 novembre

O segretario, mio segretario…

Alleanze, simpatie, dispetti…. i Democratici lucani sono una miniera d’oro per la sociologia e, di più, per l’antropologia.

Mentre, di qua (Braia), di là (Luongo) e sopra (ovviamente Paradiso) si cerca di modellare il futuro studiando gli eletti all’assemblea dell’uno e degli altri e i pontieri provano a cucinare il “mappazzone” sono, ancora una volta i numeri, a svelare il composito quadro delle alleanze, soprattutto quelle meno confessabili.

CastelemezzanoBasilicata Post.it aveva raccontato di Castelmezzano.

Castelmezzano è la cartina al tornasole della volatilità del pensiero (dell’azione no, perché è più difficile rintracciarla) democratico.

A settembre i castelmezzanesi come un solo uomo avevano sostenuto Lacorazza, che prese (a Castelmezzano)  la percentuale più alta polverizzando i malcapitati avversari.

Poi a maggio ci sono state le elezioni comunali e il Pd, o meglio l’area di stretta osservanza folianiana (che appunto osserva dalla dirimpettaia Pietrapertosa di cui l'”uomo dal brutto carattere” è appassionato cittadino) si è, diciamo, frantumata.

Di qua il sindaco uscente Cavuoti (approdato alle capaci sponde Pittelliane), di là Nicola Valluzzi, assessore provinciale (e di li a poco presidente ff della Provincia di Potenza al posto del medesimo Lacorazza).

E cosa è successo sabato 12 luglio a Castelmezzano: i voti di Lacorazza, via Valluzzi, sono andati (214) a Paradiso, mentre l’area renzian-pittelliana (che a settembre aveva toccato quota 15) e schizzata a 101 voti lasciando il povero Luogo a 39 preferenze. Tutto questo mentre al seggio estivo si sono recati 323 elettori a fronte dei 302 di quello settembrino.

In pratica a Castelmezzano 4 cittadini su dieci (in condizione elettorale democratica, cioè con più di 16 anni) hanno partecipato alla acclamata elezione del segretario del Pd!

E i foliniani? Spariti, quasi, da Castelmezzano si sono rifatti a Pietrapertosa.

In patria il leader maximo non perdona: ad Antonio Luongo è andato il 97,3% dei voti – record dei record – con una beffarda equanimità nel consenso ottenuto dagli altri due candidati: giusto giusto due voti ciascuno. Nè si dica (visto il basso numero di votanti rispetto alla popolazione, il 15,25% sugli over 16) che a Pietrapertosa sia stato flebile l’impegno per coinvolgere gli elettori.

Lì dove parte il Volo dell’Angelo i numeri delle primarie democratiche sono più o meno sempre quelli, anzi per il segretario sono andati sei in più rispetto al governatore (147 vs 141)!

Né alcuno proverà a dire alcunché considerato che l’intervista di Vincenzo Folino alla Nuova del Sud si può ritenere come il punto di svolta della campagna elettorale per la segretaria del Pd, capace di rimescolare le carte che già davano Braia segretario. Oltre a essere il vero “punto” politico degli ultimi mesi. Come ha ben capito, dall’irata reazione, il direttore del Quotidiano che dopo aver gestito abilmente tutta la politica lucana sulle pagine del suo giornale si è vista sfilare il fatto politico vero degli ultimi mesi dal giornale concorrente!

E così patria per patria, o feudo per feudo i capicorrente democratici hanno messo al primo posto nel giardino di casa i propri candidati.

Il dettaglio è nel file con le elaborazioni. Segretario Pd 2014

Un po’ meno bene in patria è andato proprio al governatore Pittella. Rispetto alle primarie che lo hanno portato alla tolda di comando della Basilicata, a Lauria mancano 1.100 votanti e 1.300 voti.

 

E San Martino d’Agri? Che c’entra San Martino d’Agri?

A San Martino d’Agri dei 711 cittadini con più di 16 anni, ben 368 (cioè 51,76%) sono andati al seggio democratico.

Osando assai con il paragone, quasi meglio dell’affluenza alle Regionali 2013.

Ci sarà un miracolo a San Martino d’Agri?