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Le reti d’impresa sono la strada per competere in un mondo globale?

Sono sufficienti due imprese per creare una rete, le imprese possono appartenere ad aree diverse, non è necessaria la contiguità geografica, i componenti della rete possono appartenere a settori diversi, lo scopo per cui si crea una rete è “accrescere, individualmente e collettivamente, la propria capacità innovativa e la propria competitività sul mercato”, l’oggetto del contratto di rete è la collaborazione, lo scambio di informazioni e l’esercitare una o più attività. Il contratto di rete può avere sia la forma di atto pubblico sia di scrittura privata autenticata ed è necessario che la rete sia iscritta al Registro delle Imprese presso cui è iscritta ciascuna impresa partecipante. Solo dopo aver espletato tutte le formalità il contratto ha efficacia. Le reti di impresa sono attualmente regolamentate dall’art. 42 della L. 122/2010, che ha convertito con modificazioni il D.L. 78/2010.

Il problema è trovare i partner giusti. Una compagine sociale funziona quando i soci vanno d’accordo, quando i profili dei soci si completano, quando i ruoli sono chiari e ben definiti, quando ciascuno può dare un contributo all’iniziativa comune.

Lo stesso vale per le reti di impresa. Gli imprenditori spesso lamentano questa difficoltà. Per scegliere di affrontare una nuova avventura insieme bisogna innanzitutto fidarsi dell’altro, avere gli stessi obiettivi ma anche forse partire ad armi pari. Un  imprenditore, infatti, ha sottolineato l’importanza di poter fare rete solo con imprese in possesso della stessa forza e credibilità sul mercato finanziario.  Se sono necessari investimenti, è difficile poterlo fare con impresa che hanno difficoltà di liquidità. Non solo, è importante che il progetto iniziale non venga minato durante il percorso da una diminuzione della fiducia reciproca. Un altro imprenditore lucano per esempio ha posto l’attenzione su questo aspetto, evidenziando come ciò è difficile quando i partecipanti alla rete sono concorrenti in altri scenari.

Sulla base del monitoraggio Unioncamere su dati infocamere (Unioncamere “I contratti di rete. Rassegna dei principali risultati quantitativi” aggiornato al 1 dicembre2013), su 1298 contratti di rete in Italia 27 sono in Basilicata e coinvolgono 109 soggetti. In Lombardia, che è la regione con il maggior numero di contratti, si trovano 439 reti di impresa, mentre in Val d’Aosta, che è la regione ad averne meno, c’è solo una rete. Potendo un contratto di rete coinvolgere più province, si ha che 23 contratti di rete riguardano imprese della provincia di Potenza e 8 della Provincia di Matera.