Politica Sottani

Il punto non sono i richiedenti asilo, il punto è il Pd

I seggi per l'elezione del segretario Pd allestiti a Potenza

La presenza di numerosi richiedenti asilo ai seggi del Pd per l’elezione del segretario regionale ha sollevato in poche ore polemiche e critiche. Nella maggior parte dei casi, post, commenti e articoli hanno spostato il dibattito su considerazioni prevedibili e, diciamolo, banali: ecco a cosa serve l’invasione, ora si spiega perché il Pd vuole lo Ius soli, l’Africa in casa, etc..

In realtà, il punto centrale della vicenda è un altro. E al centro delle riflessioni non dovrebbero esserci  questi ragazzi, non in questo caso. Il punto di tutto è il Pd.

Nella quotidianità, dal punto di vista delle politiche di accoglienza, ci si ripete che è  difficile occuparsi di queste persone, quasi tutte richiedenti la protezione internazionale in attesa di risposte: è complicato ed è oneroso. Eppure questa mattina c’è chi è stato capace di organizzare trasporto, indirizzo, traduzione e spiegazione della proposta politica del Partito Democratico – che tutti i votanti devono per regolamento accettare, dichiarando implicitamente di esserne sostenitori – così da permettere un voto consapevole a chiunque tra queste persone avesse voluto partecipare. Non è forse una forma di sfruttamento?

Il punto non sono i richiedenti asilo, il punto è il Pd.

Un veloce giro ai seggi a Potenza, questa mattina, bastava per capire che in gioco non c’è la rigenerazione di un partito, ma la conta interna legata ai futuri equilibri di potere in vista degli appuntamenti elettorali del 2018.

Il popolo delle primarie è vasto e allargato, non certo solo dai richiedenti asilo. Quando tra qualche ora verranno diffusi i numeri dell’affluenza e il PD gioirà per la grande partecipazione, sarà interessante cristallizzare il dato per paragonarlo, tra qualche tempo, con i prossimi risultati del Partito Democratico e capire se davvero, come appariva questa mattina, il dato sulla partecipazione sia stato un dato drogato.