Cultura Economix in evidenza

Potenza non è una città turistica. E non è un male

nodiRicordava domenica scorsa sul Corriere Dario Di Vico:

«La parola chiave di questa nuova dimensione è flussi, qualcosa di spontaneo ma anche un termometro che segnala i comportamenti dei tanti. Un’economia di individui che come l’acqua si muovono a seconda delle pendenze.»

Vale per lo studio, il lavoro, le produzioni e, naturalmente, per il turismo.

Nei flussi turistici della Basilicata – sempre più famosa, con Matera a fare da traino, e grazie a numerosi grandi attrattori sparsi nella regione – Potenza merita un discorso a sé.

Potenza non è una meta turistica.

Questa è la prima consapevolezza da cui partire per provare a fare qualunque riflessione seria e non retorica sul ruolo del capoluogo in questo settore.
Non è un male, né è un problema.

Dire che Potenza non è una città turistica non significa sminuire il valore della città, solo accettare che in questo flusso Potenza può collocarsi in una modalità diversa. Del resto, i numeri regalano informazioni interessanti.

L’offerta di strutture ricettive è in crescita. I dati APT raccolti tra gli operatori dicono che i b&b sono triplicati, passando da 5 strutture nel 2013 a 16 nel 2016. In generale le strutture extra-alberghiere – senza contare la recente disponibilità sulla piattaforma Airbnb – sono raddoppiate nello stesso periodo: da 18 a 30.

Calano le presenze degli stranieri (-8,24% rispetto al 2015), ma aumentano le presenze degli italiani: 3.191 utenti, pari a un + 5,93% rispetto al 2015. E aumenta anche il tasso medio di occupazione (rapporto tra le presenze registrate e le disponibilità di posti letto effettivi per periodo di apertura degli esercizi): + 1%.

Uno sguardo ai movimenti dei clienti delle strutture ricettive ci dice che Potenza è gettonata soprattutto nei mesi primaverili e autunnali. Ci sono periodi in cui è difficile trovare posti liberi per un ospite improvviso, senza aver prenotato con anticipo in uno dei nuovi b&b in città.

Basta una lettura veloce di questi dati per comprendere che non si tratta di turisti diretti a Potenza per visitare tout court la città, non soltanto almeno.

Gli stessi operatori spiegano che Potenza è una meta “gettonata”, ma per scopi diversi rispetto al senso comune del viaggio turistico.

Potenza è, invece, al centro di flussi sanitari e del pendolarismo di alto profilo del turismo d’affari.

Soprattutto, Potenza è la tappa intermedia di un turismo, non necessariamente suo malgrado, destinato ad altre mete lucane – queste sì giustamente considerate turistiche. Le condizioni del trasporto e l’impossibilità di raggiungere direttamente gli attrattori della periferia, convincono (costringono) il turista non automunito a fare di Potenza lo snodo del viaggio. Tra l’altro – questo una ulteriore informazione su cui riflettere – i prezzi del pernottamento a Potenza sono ancora abbordabili e sono un ulteriore motivo di attrazione.

Mica male per il capoluogo, che però di questa condizione deve saper approfittare. L’unica cosa da fare è garantire servizi. E fare in modo che la tappa intermedia sia confortevole.