17 novembre Piazza Prefettura

Potenza 2014, voti uno e prendi due: il risiko di Pittella

Il 25 maggio, election day a Potenza per votare il nuovo sindaco e consiglio comunale (e anche il nuovo parlamento europeo), sarà l’ennesima tappa dell’infinito regolamento di conti nel Pd. Questa volta tra la famiglia Pittella e tutto il resto del mondo democrat, variamente assortito.

I Pittella’s giocano su Potenza una partita decisiva. Da sopravvivenza. Il governatore lo ha capito non bene ma molto bene nel pomeriggio del 18 aprile quando al suo primo vero consiglio regionale, quello della controversa finanziaria 2014, ha visto svanire la maggioranza. Certo – si sono affannati a spiegare gli interpreti del pensiero governatoriale – un incidente tecnico e non politico. Ma un incidente che è stato il coronamento di una gestione tecnica per niente adeguata di tutta la vicenda finanziaria (vedi il capitolo XXX che hanno indotto il presidente della commissione bilancio Rosa a non mettere in votazione un articolo benché per diversi giorni avesse avvisato i consiglieri di maggioranza dell’errore) con un consiglio portato immotivatamente per le lunghe e un controllo delle presenze dei consiglieri affidato a qualche distratto spin doctor.

Con il risultato che il giorno in cui Pittella senior – alla presenza dell’azionista di maggioranza dei democratici lucani Vincenzo Folino – apriva il comitato elettorale a Potenza per la sua quarta cavalcata su Strasburgo con l’intento di scalare lo scranno più alto dell’Europarlamento, il fratello governatore incassava una sonora sberla dalla sua maggioranza. Poche ore dopo il pittelliano più pittelliano tra i pittelliani Mario Polese annunciava il condizionato – ma pur sempre sì –  al candidato di Speranza e del Pd potentino, Petrone.

Si, lui iscritto al gruppo consiliare del Pd, presenta una propria lista giusto per contarsi in conto proprio e in conto terzi, con tutti i rischi del caso, e comunque sconfessa due dei più importanti consiglieri del presidente, Nino Grasso e Pinuccio Maggio, che, invece, si erano appalesati alla presentazione-sfida di Roberto Falotico, candidato dell’“altro” centrosinistra. La presenza di Grasso seduto al tavolo a fianco di Falotico e quella di Maggio in platea avevano fatto supporre che il Principe, pur assente, aveva dato il suo placet a Falotico. Certo si è immediatamente abbattuta la reprimenda degli altri pittelliani. Ma Polese, a dispetto dell’età, la mossa l’ha piazzata d’anticipo. 

E il 18 aprile porta, forse, un consiglio diverso al governatore. Un consiglio di intesa e di sacrificio sul futuro prossimo anche perché le aspirazioni di Pittella europeo possono essere tali se il blocco del Pd si muove o almeno non ostacola il consenso. Intesa su Potenza via Verrastro e Potenza piazza Matteotti? Sacrificio (senza nostalgia) della giunta tecnica e di Roberto Falotico?

Questo è lo scenario del Pd verso il 25 maggio? Se son rose fioriranno.

Savino_GiannizzariIntanto il Pd e i suoi alleati assaporano già la vittoria il 25 maggio. Il quadro delle candidature, la spaccatura del centrodestra tra Fi (Cannizzaro) e Fdi (de Luca), l’incognita 5 Stelle (10mila voti alle politiche, 3mila alle regioni e alle comunali?) con il candidato-sindaco Giannizzari che (al 23 aprile) al post di annuncio (del 17 aprile) della candidatura ha sommato su facebook (per usare un metro caro ai grillini) 57 mi piace, 35 condivisioni e 14 commenti di altrettanti cittadini, sono elementi che rendono apparentemente agevole il compito del centrosinistra. Anche se bisogna vedere la relazione tra il voto europeo e quello comunale, se cioè il primo – che per 5 Stelle significa sostanzialmente votare Grillo – trainerà il secondo. 

Come al solito le lacerazioni nel Pd aumentano il tasso di competizione e incentivano la caccia al voto. La logica del partitito-stato: insieme maggioranza e opposizione! “Anche perché – ragiona un dirigente democrat sotto baratto di anonimato – Falotico rientrerà come ha già fatto cinque anni fa e come gli piace fare: è una sorta di figlio prodigo di ritorno. Dopo qualche mese dalle votazioni comunali si è smarcato e i suoi hanno sempre votato disciplinati gli atti di Santarsiero. L’uomo Falotico ragiona in proprio”.

Quello del 25 maggio è uno scenario totalmente diverso da quello di febbraio 2013 quando il Pd si presentò tronfio agli elettori e certo di stravincere. Fu punito. E in città i 5 Stelle si piazzarono al primo posto! Scenario completamente mutato nove mesi dopo.

Alle regionali del 17 novembre – sia pure in un panorama di imperante assenteismo – il Pd rimbalzò in alto e i 5 Stelle in basso. Il Pdl ha, invece, continuato la sua caduta con una sorta di legge di Moore al contrario: finora a ogni elezione si sono dimezzati i voti!

Certo sul 25 maggio pesa l’incognita astensione. Ma le elezioni comunali, tradizionalmente, con tutti i cavalli in corsa e la struttura delle relazioni nella città, dovrebbero assicurare un livello superiore al disastro delle regionali di novembre. E’ chiaro, tuttavia, che la dimensione dell’affermazione del centrosinistra dipende dall’affluenza alle urne. Meno elettori andranno (soprattutto quelli di centrodestra puri, disillusi dalla frattura sul candidato unico) più ampia sarà la vittoria del centrosinistra (come è successo a novembre).