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Il portafogli dei lucani: chi guadagna e chi perde

A proposito dei redditi 2015 in Basilicata

Cosa resta del reddito dei lucani dopo la Grande Recessione e soprattutto dopo la crisi del 2011 dei debiti sovrani?

Con la pubblicazione da parte del ministero dell’Economia e delle Finanze delle dichiarazioni dei redditi delle persone fisiche del 2016 (relative ai redditi del 2015) si dispone di un massa di dati estremamente interessati che messi a confronto con i redditi del 2012 (Lucani popolo di evasori o poveri? pubblicato da BasilicataPost.it il 30 marzo 2014) può offrire alcune indicazioni interessanti.

Nel 2012 il Pil lucano diminuì del 4,2% e, complessivamente, nel periodo 2008-2014 è crollato del 10,6%!

Nel biennio 2015-2016 il Pil è, invece, cresciuto del 7,6%, con una crescita più pronunciata nel 2015 (5,4%) e più fredda nel 2016 (2,1%) (Svimez, 2017).

Tra il 2012 e il 2015 si è dispiegato, a ogni livello istituzionale, un insieme di misure per contrastare la crisi finanziaria. Inoltre, e questo ha avuto un impatto importante per la Basilicata, si è compiuta la fusione Fiat-Chrysler che ha portato alla produzione di alcuni modelli strategici del gruppo nello stabilimento di Melfi.

Nel 2015 le sole esportazioni lucane di auto (Fca) sono state pari a 2,1 miliardi di euro!

Quindi il 2015 può essere individuato come l’anno di inversione del trend.

Nell’analisi dei dati Mef (380.989 contribuenti) cerchiamo di capire se questa ipotesi è fondata.

Il reddito imponibile nel 2015 è stato di 5,7 miliardi di euro: mediamente in una dichiarazione dei redditi di un lucano ci sono 15.685 euro, quasi 5mila in meno della media nazionale (20.014): era 5,5 mld nel 2012, con una media di 14.851 euro (19.309 a livello nazionale).

Pur permanendo, tra i due anni di riferimento, una notevole differenza, questa si è attenuata di 2,5 punti percentuali, soprattutto perché il reddito medio imponibile lucano è cresciuto del 5,61 % (a fronte del 3,66% a livello italiano).

Da un lato tra il 2012 e il 2015 l’imponibile medio di un italiano è cresciuto di 706 euro, quello di un lucano di 834 euro.

Con questi numeri l’economia della Basilicata conferma di essere piccola, anzi piccolissima: il reddito imponibile dei lucani è lo 0,73% di quello del Paese! 5,7 miliardi a fronte di 790 miliardi!

E sostanzialmente resta un’economia dipendente dalla Fiat e dalle pensioni.

 

Il grafico mostra come le attività autonome e imprenditoriali – alle quali in qualche modo dovrebbe essere affidata la crescita dell’economia locale – restano marginali e anzi arretrano.

C’è da chiedersi come, con tutte le attività professionali, artigianali e commerciali fatte in forma di ditta individuale, le cifre siano così esigue.

 

Le case fantasma

Cresce solo il valore dei redditi degli immobili: ma questo in realtà è un maquillage perché nel 2015 è arrivato a compimento il progetto dell’epoca Agenzia del Territorio di rintracciare gli immobili agricoli non accatastati. Una decina di anni fa, fu chiesto all’Agea di far fare i rilievi aerofotogrammetrici delle aree rurali italiane e di sovrapporli alle mappe catastali dell’Agenzia.

Il miracolo si compì: gli immobili che producono reddito sono passati da 3,6 milioni a 18,5 milioni: il reddito è passato da 21 a 28 miliardi, non un grande salto proprio in considerazione della particolarità degli immobili.

In Basilicata il miracolo ha sviluppato ugualmente tutta la sua potenza: da 25mila a 170mila. Da 86 a 143 milioni.

Non è niente di eccezionale. Ma sono i numeri degli immobili “ricomparsi” che sono impressionanti!

Matera con il suo agro rurale sta avanti a tutti con 18.099 immobili “recuperati” al catasto! Saranno tutti rurali?

A Potenza dove le campagne sono a libera urbanizzazione (e terreno di tutte le campagne elettorali) sono comparsi 16.653 immobili rurali.

C’è da giurare che, considerando la “ruralità” della campagna potentina, tra un deposito di attrezzi agricoli e una stalla ci sarà sicuramente qualche villetta.

Mago Otelma ha, tuttavia, dato il meglio a Oliveto Lucano e Viggianello: nel primo paese erano note al catasto solo 5 casette rurali, nel secondo, con un territorio molto ampio, si arrivava a 31.

Otelma è passato e si è applicato: a Oliveto da 5 sono diventate 132 (+2.540%!!!) a Viggianello da 31 a 732  (+2.361% !!!).

Non c’è che dire!

Saranno pure (?!?!) depositi di attrezzi ma fino al sorvolo dell’Agea all’appello mancavano 57,5 milioni da tassare.

 

I ricchi & i poveri

Il 2015 cambia il profilo del contribuente lucano e certifica il trasferimento nel reddito dei cittadini del mutato clima economico.

Il numero di coloro che hanno presentato dichiarazioni dei redditi da lavoro dipendente è aumentato del 2,15%, l’ammontare del 5%. Mentre il numero dei dichiarazioni di pensione è diminuito del 3,5%, ma l’importo è aumentato del 3,84%. Diminuiti anche coloro che hanno presentato la dichiarazione come lavoratori autonomi (-8,67%), anche se l’ammontare è aumentato dell’1,14%.

Tra le classi di reddito c’è un movimento verso l’alto: in particolare diminuisce di quasi un quarto il numero dei contribuenti che dichiarano al fisco 0 o meno di zero euro e quello di coloro che dichiarano meno di diecimila euro.

Il movimento più importante è nella fascia tra 26mila e 55mila euro che registra quasi 11mila new entry. Aumentano pure le fasce più alte.

Naturalmente è bene ricordate che i dati riguardano le dichiarazioni dei redditi delle persone fisiche. Chi non percepisce redditi di qualsiasi natura non presenta la dichiarazione al fisco.

E pur tuttavia su 576.619 residenti nel 2015, di cui 497.748 con più di 18 anni, i contribuenti totali registrati al fisco erano 380.989

Petrolio e Fiat

Facciamo un focus sui comuni interessati dalle estrazioni petrolifere e su quelli nell’immediato intorno dello stabilimento della Fca di Melfi.

Il primo grafico è relativo ai comuni interessati (o lambiti) dalla estrazioni petrolifere.

Tutti comuni hanno avuto un aumento sia del numero di lavoratori dipendenti, sia dell’ammontare del reddito con una media complessiva intorno al 8,5 per il numero dei nuovi contribuenti e del 15% dell’ammontare.

Spiccano i casi di Guardia Perticara, Corleto Perticara, Viggiano e Calvello.

Quanto alla Fiat, nel 2015 è evidente come il cambiamento della situazione dell’azienda si sia riflesso sul territorio circostante. In media – tra tutti i comuni – c’è un aumento del 20% dei redditi da lavoro dipendente con il 4% di contribuenti in più: ciò significa – ed è evidente nel caso di Lavello e Melfi in modo particolare – il rientro in fabbrica dalla cassa integrazione guadagni che ha fatto crescere il reddito.