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Piccoli investimenti, risultati veri: perché sopravvive il Prestito d’onore

Quando parliamo di finanziamenti pubblici, tutti immaginano i mega interventi, i grandi capannoni con l’area uffici con gli scaloni in marmo.

Forse non tutti sanno che ci sono anche forme di finanziamento per le piccole iniziative, piccolissimi investimenti per consentire a neo imprenditori di fare il primo passo per la realizzazione del proprio sogno.

Non si sta parlando di grandi idee innovative, ma si sta parlando del finanziamento della salumeria, del fruttivendolo, del macellaio, della panetteria, del bar, del calzolaio, del fioraio, del parrucchiere, della lavanderia, della ludoteca, dell’estetista e della palestra, quindi dell’avvio di iniziative dirette a rendere più vivibili i piccoli centri della nostra regione, ossia attività volte a soddisfare i bisogni essenziali.

La forma di finanziamento che negli anni ha funzionato meglio è una formula che risale al 1996.

Inizialmente si chiamava Prestito d’onore, in quanto si poneva l’accento sull’idea di un finanziamento basato sulla parola, senza garanzie. Nel tempo ha subito diversi adattamenti e cambiamenti, oggi si chiama Autoimpiego, forse perché si vuole sottolineare l’aspetto del prendere in mano il proprio destino.

Prevede un mix di fondo perduto e di finanziamento agevolato fino a coprire il 100% dell’investimento, ma l’elemento caratterizzante è nella modalità di erogazione. Prevede al momento del contratto di ottenere un’anticipazione del contributo (sempre senza alcuna garanzia) e poi l’erogazione del saldo dopo aver realizzato il programma.

Dove è la novità, la maggior parte dei finanziamenti funziona in questo modo! Non è proprio così.

L’elemento di novità sta nel non prevedere al momento dell’anticipazione alcuna forma di garanzia come ad es. le polizze fideiussorie e nel prevedere l’erogazione del saldo solo con la realizzazione dell’investimento e non con la relativa quietanza. Il beneficiario del contributo poi, dopo aver ricevuto il contributo, va a pagare i fornitori.

Da settembre 2003 ad oggi risultano in Basilicata firmati 1856 contratti di autoimpiego, 1463 ditte individuali e 393 società di persona. Ad oggi risultano in essere 1291 iniziative, in quanto per 565 contratti si è assistito ad un provvedimento di revoca o risoluzione, comprese le rinunce da parte degli stessi beneficiari.