Piazza Prefettura

Pd senza primarie, l’assetto variabile dei renziani all’ombra di San Gerardo

Dario Nardella (nella foto) è il candidato sindaco Pd per Firenze. Alle primarie tenute domenica 23 marzo ha ottenuto l’83% dei voti.

Vicesindaco di Matteo Renzi concorrerà per Palazzo Vecchio. Bassa affluenza (11.500 votanti), esisto scontato.

A Firenze il Pd per scegliere il candidato sindaco ha fatto le primarie. Nel Pd da qualche tempo funziona così. E il credo renziano ha tra i suoi postulati proprio le primarie (vedi promessa del premier dopo la débacle dell’emendamento alla legge elettorale sulla parità) come selezione della classe dirigente.

Così sono stati scelti nel passato i candidati del centrosinistra a Milano, Roma, Napoli (con le varianti partenopee) , Torino (dove al voto si è sottoposto e ha vinto Piero Fassino).

Così è stato scelto il candidato governatore della Basilicata (anche se più d’uno ha ancora da ridire sul mancato ballottaggio, non avendo il vincitore superato la soglia del 50%).

Per il candidato sindaco Pd di Potenza, invece, no.

La direzione del Pd di Potenza ha, invece, deciso di cambiare: niente alle primarie e ha indicato il nome di uno molto stimato professionista, prevalentemente sconosciuto all’opinione pubblica, come candidato alla successione di Vito Santarsiero.

Forzando anche con gli altri partiti della coalizione e, nei fatti, rompendo con il candidato illustre in pectore Roberto Falotico, che infatti promette battaglia. Magari con l’appoggio del governatore.

E’ vero che nel capoluogo la passione per le primarie è un pò scemata, con l’eccezione di quelle per il governatore.

Un partitodominato dai renziani della prima, seconda e ultima ora (alle primarie di dicembre si sono fermati a quota 62%) – diviso su tutto (sei in corsa per la segreteria regione, tra cui 4 presunti renziani), tra correnti, correntine e satrapie, ha trovato l’unità (con qualche assenza) sul nome del candidato sindaco del capoluogo.

tw santarsieroUn’indicazione commentata con tale entusiasmo dall’uscente che ne parla già come suo successore sorvolando sul necessario passaggio nelle urne del 25 maggio.

Ma perché il Pd di Potenza ha rinunciato, al momento, alle primarie?

Come si è arrivati all’indicazione del candidato unitario e perché si è scelta la figura di un avvocato amministrativista?

Perché non c’è stata l’indicazione politica, tornando così – mutatis mutandis – al quinquennio del risanamento finanziario del compianto avvocato Mimmo Potenza?

Un esperto in diritto amministrativo serve anzitutto a mettere ordine amministrativo, appunto. e cioè può guidare una macchina che evidentemente ha preso una direzione di marcia che politicamente può pesare sul Pd: il dissesto finanziario.

Nessun candidato politico si caricherà mai il dissesto finanziario (De Magistris docet) prossimo venturo, al di là delle iniziali solidarietà politiche.

Chiunque vorrebbe distinguersi e distinguere. Meglio evitare.

Il Pd non può permetterselo perché il capoluogo è il perno degli assetti di potere del partito-regione.

E il dissesto significherebbe il fallimento di dieci anni di governo. Non solo di Santarsiero.