Economix Prima

Musei e aree archeologiche, le occasioni perse del 2014: a Serra di Vaglio solo 267 visitatori

Pubblicati i dati da parte del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo sul numero dei visitatori nei Musei, Monumenti e Aree Archeologiche statali (09 Gennaio 2014).

In Basilicata i visitatori sono aumentati nel 2014 del 14,3% rispetto al 2013. Ma dobbiamo arrivare al novantanovesimo posto della graduatoria per numero di visitatori in ordine decrescente dei 506 Musei, Monumenti e Aree archeologiche statali per trovare un luogo lucano, del Museo Archeologico Nazionale del Melfese “Massimo Pallottino” (40.472 visitatori nel 2014), seguito dal centoquattordicesimo posto dal museo Nazionale d’Arte Medievale e Moderna della Basilicata di Matera (21.674 visitatori nel 2014).

 

Musei

Fonte: Mibact- Minsitero dei beni e delle attività culturali e del turismo

Nella top 30 non figura la Basilicata.

Potremmo dire che il risultato è già buono, potremmo dire che la crescita di quest’anno è molto interessante. Ma innegabile che le potenzialità della nostra regione ci inducono a pensare come migliorare questo risultato nel 2015, per arrivare prontissimo al 2019.

Cosa possiamo fare?

Perché non collegare le aree archeologiche lucane alle aree campane? Per il sud, infatti, si registra la sola presenza della Campania nella top 30: al secondo posto gli Scavi di Pompei, all’undicesimo la Reggia di Caserta, quattordicesimo gli scavi di Ercolano e quindicesimo il Museo Archeologico Nazionale di Napoli, ventiduesimo l’area archeologica di Paestum e in ventiquattresima posizione la splendida grotta azzurra di Anacapri.

Renderle visitabili. L’ultima area archeologica lucana in classifica è il Parco Archeologico Serra di Vaglio (quattocentoventesimo posto con 267 visitatori). Area con tante erbacce, solo una piccola parte dotata di cartelli quasi illeggibili, quasi sempre non visitabile. Non c’è sul cancello che ne ostacola la visita alcuna indicazione di orari di visita né come prenotare la visita. L’assenza di fondi o di personale non sono e non possono essere un ostacolo. Pensiamo all’esperienza delle Catacombe di Napoli. Le catacombe erano visitabili solo su prenotazionee solo se si riusciva a definire gruppi numerosamente sufficienti. Nel 2009 un cooperativa sociale onlus La Paranza ha ricevuto la gestione delle catacombe. Oltre a rendere visitabili le catacombe e i palazzi storici del Rione Sanità, la cooperativa ha reso possibile la promozione e la valorizzazione di un quartiere disagiato di Napoli e ha offerto ad alcuni giovani la possibilità di un lavoro. Perché no?