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I minori stranieri non accompagnati in Basilicata

I minori stranieri non accompagnati (fonte Unicef)

In Basilicata, secondo i dati al 31 dicembre 2017, ci sono 231 minori stranieri non accompagnati (1,3% del totale dei presenti in Italia), tutti maschi tra i 16 e i 17 anni, che risiedono in 34 centri di accoglienza, l’81,8% in Provincia di Potenza.

Nei grafici di seguito è evidenziata l’evoluzione delle presenze dal 2015 al 2017 (Fonte: Report di monitoraggio dati al 31 agosto 2017 “I Minori stranieri non accompagnati in Italia” e Report mensile al 31/12/2017 – Direzione Generale dell’Immigrazione e delle Politiche di Integrazione):

 

Questi ragazzi secondo il I rapporto in progress dell’Unicef Basilicata provengono dal Bangladesh, dal Gambia, dalla Guinea, dal Mali.

Il 7 aprile 2017 la Legge n. 47 ha introdotto una serie di modifiche alla normativa in materia di minori non accompagnati.

La successiva Circolare n. 28 del 28 agosto 2017 ha fornito poi indicazioni applicative agli uffici territoriali. Tra le novità più importanti: favorire l’affidamento familiare rispetto all’assegnazione in un centro di accoglienza e la figura del tutore volontario.

In Basilicata nel 2017 sono stati nominati 41 tutori volontari e nel 2018 saranno formati ulteriori 34 tutori (dati diffusi nella conferenza stampa del 16 gennaio 2018). Gli elenchi sono gestiti dal Tribunale dei Minori, che provvederà di volta in volta alle nomine.

La nuova normativa ha introdotto il divieto di respingimento nei confronti dei minori stranieri non accompagnati (in nessun caso può disporsi il respingimento), il diritto del minore non accompagnato a partecipare attraverso un proprio legale (gratuito patrocinio) a tutti i procedimenti giurisdizionali e amministrativi che lo riguardano e di essere ascoltato, nuove norme per il rimpatrio assistito e volontario. Il mancato rilascio del parere da parte della Direzione Generale dell’Immigrazione e delle Politiche di Integrazione del Ministero del Lavoro e delle politiche sociali che non potrà legittimare il rifiuto del rinnovo del permesso di soggiorno al raggiungimento della maggiore età.

Ma cosa succede quando il minore non accompagnato diventa maggiorenne?

Cosa succede ad un minorenne non accompagnato presente in un centro di accoglienza per minori, quando compie 18 anni. Se il ragazzo non trova un lavoro e non trova un posto dove risiedere, deve ritornare nel proprio paese?

Abbiamo chiesto un parere legale a Save the Children attraverso la piattaforma Diritti ai margini. 

In generale, i minorenni stranieri che sono in Italia senza la famiglia possono rinnovare il permesso di soggiorno al compimento della maggiore età anche se non hanno un lavoro. In questi casi, possono dimostrare di frequentare un corso di studi o di essere in cerca di assunzione mediante iscrizione al Centro per l’Impiego. È però necessario dimostrare di avere la disponibilità di un’abitazione e, nel caso del rinnovo del permesso per studio, anche di avere i mezzi necessari per mantenersi agli studi (es. borsa di studio, garanzia di una persona che copra le spese, etc…)”. Abbiamo poi domandato se l’abitazione cui fanno riferimento può essere un centro di accoglienza per adulti ed anche in questo caso la risposta è arrivata precisa ed esaustiva “Può andare bene esibire un documento da cui risulti che la persona è ospitata presso un centro di accoglienza per adulti, purché sia una sistemazione non temporanea (superiore a tre mesi).

Le norme a tutela dei diritti ci sono. Il fatto che questi ragazzi siano da soli in un paese straniero senza i genitori è già una prova sufficiente. Speriamo che il nostro sistema di tutela e di accoglienza funzioni.

[foto: Alieu (17 anni), Fodaoi (14) e Mohammad (17) sono giunti da soli in Italia dal Gambia – ©UNICEF/UN020035/Gilbertson VII Photo]