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Metalmeccanica lucana: tra difficoltà e prospettive

Continuare ad investire e continuare ad innovare: questo probabilmente il segreto della tenuta del settore metalmeccanico lucano.

“Nell’industria meccanica … la contrazione della produzione si è fermata al 2,5%, dopo aver superato il 9% a inizio 2013; in effetti, quello della meccanica è il settore che, nell’ultimo anno e mezzo, è riuscito più di altri a contenere le perdite sia sul piano produttivo che commerciale” (Unioncamere Basilicata “L’economia lucana nel III trimestre 2013”). Il volume di attività delle imprese lucane ha subito una flessione del 4,0% contro 1,9% nello stesso periodo a livello nazionale, mentre le imprese lucane del settore metalmeccanico hanno subito una contrazione del 2,5%. Perché?

In Basilicata ci sono, secondo il Censimento 2011, 41 imprese del settore metalmeccanico, di cui 16 imprenditori individuali, 3 società in nome collettivo,  2 società in accomandita semplice, 16 società a responsabilità limitata , 4 società cooperative. Certamente la forma giuridica non è di per sé un indicatore, ma in genere le imprese più strutturate prediligono la forma di società di capitali. Nel caso in esame sono circa il 50% che hanno scelto come forma giuridica la srl e le società cooperative.

Cosa fanno le imprese della metalmeccanica? Tornitura, fresatura, rettifica, taglio di pezzi metallici per imprese del settore automobilistico, aeronautico, ferroviario, per i produttori di macchine agricole o di movimento terra, macchine olearie, etc. La capacità di tenuta della produzione delle imprese metalmeccaniche lucane è essenzialmente determinato dalla capacità di tenuta delle imprese committenti, che essendo collocate nella maggioranza al di fuori della Regione rispecchiano in parte la capacità di tenuta o di flessione delle imprese collocate in altre aree del territorio nazionale.

Cosa è richiesto alle imprese metalmeccaniche lucane: rispetto dei tempi, dei progetti e soprattutto prezzi competitivi. Alcune delle imprese del settore hanno macchinari molto innovativi, competono in settori in cui è richiesto la presenza di pezzi di elevata precisione.

Sono imprese, che nonostante il periodo di recessione, hanno continuato ad investire, perché investire in impianti sempre più avanzati tecnologicamente è l’unico modo per continuare a rimanere sul mercato. Essendo imprese conto terziste ricevono dal committente non sono le caratteristiche del prodotto ma anche l’indicazione del prezzo di vendita. Per poter continuare ad essere subfornitori è necessario quindi riuscire a produrre al prezzo proposto. Spesso le imprese, come affermato da un imprenditore di Tito Michele Frungieri della CT Tornitura srl, si trovano a competere con produttori di paesi in cui il costo della manodopera è anche un terzo dell’Italia e allora l’unica arma a disposizione restano gli investimenti in impianti sempre più avanzati tecnologicamente.

Di cosa ha bisogno il settore?

Sicuramente liquidità per continuare ad investire, ma anche maggiore collaborazione. Se le imprese riuscissero a cooperare per incominciare ad investire insieme nella progettazione e nella ricerca, si potrebbero intravedere nuove strade di sviluppo e di crescita che potrebbero rendere il sistema più forte e forse maggiormente autonomo.