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Matera, il voto conteso e il “peso” del 2019

La dinamica elettorale di Matera, nonostante il “peso” demografico e soprattutto “politico” della città, è quella di un comune di duemila abitanti: lo scontro e l’incontro sono per famiglieparentadi e ovviamente gruppi di interessi.

E’ uno schema vecchio che ogni volta trova nuovi protagonisti e nuovi vestiti. Ma quello è.

Il proliferare delle liste è la dimostrazione di tutto questo: da un lato servono più cavalli che corrono con la preferenza unica, dall’altro, siccome non ci sono molti Varenne, è il modo di controllare l’elettorato. In entrambi i casi è la dimostrazione che il Medioevo non è finito!

 

Tuttavia la campagna elettorale del 2015 deve fare i conti con la prospettiva, quella della Capitale della Cultura nel 2019, che piaccia, o meno, porta la città in un ordine superiore e potentemente diverso da quello sonnacchioso al quale è abituata.

Le caratteristiche di Matera non sono cambiate rispetto al passato recente.

E’ cambiato il contesto nel quale ora gioca il suo ruolo.

Se ne è accorta la politica materana che in questi giorni incrocia le lame nell’assalto al Palazzo?

In larga parte, no.

La risposta è per alcuni ancora il rivendicazionismo, più proprio di un tardo meridionalismo di cui nessuno ha il rimpianto (“Se Matera rappresenterà l’Italia della cultura nel 2019, il Governo dovrà garantire la dignità nazionale di tale rappresentanza”, Governare la vittoria, R. De Ruggieri), per altri il ricorso a una terminologia modernista (open questo e quello, smart qualcosa…, piramidi di Maslow, “vogliamo attuare un approccio olistico alla governance e all’azione locale”, cfr. Le nove linee guida di A. Tortorelli) peraltro dimostrando nell’articolazione delle proposte una scarsissima conoscenza sia della macchina amministrativa, sia delle procedure tecnico-amministrative con il condimento di uffici “speciali” da creare nell’amministrazione comunale (Ufficio sicurezza, ufficio Europa, ecc.). Né basta l’adorazione dell’abitante culturale del sindaco uscente Adduce.

Ancor di più è la distanza di questo corpus indifferenziato dalla realtà della finanza locale (e il fund rising in questo contesto è solo la frase a effetto per un comizio)!

Matera è già un nodo di una rete transnazionale di città potenti attrattori di flussi turistici consistenti. Gioca la sua partita – e lo farà sempre più che ci avvicina la 2019 e ancor di più dopo il 2019 – con centri come Salisburgo, Dresda, Liverpool, Siviglia, Siena, cioè tutti quei luoghi che vengono subito dopo le grandi capitali o le prime piazze storiche europee e del bacino del mediterraneo.

La partita è questa, il confronto non è con la desertificata Potenza o la triste Taranto o la complicata Bari.

E allora la partita si gioca sul terreno dell’urbanistica, sulla tutela della bellezza della città, sulla sostenibilità.

Matera è entrata nel mondo del bello e dell’effimero, vende e venderà sogni e sensazioni.

L’alfabeto sarà quello della comunicazione e delle emozioni.

Tutto questo è ricchezza vera ed è speranza.

Speranza che cambi un clima cupo e negativo, una cappa che allontana i giovani e  intristisce chi resta.

Per questo #matera2015 va al di là dei confini della città.

 

L’annuncio dell’evento by Giuseppe Tralli
Franco Vespe, Salvatore Adduce e Antonio Cappiello candidati sindaci di Matera con Mariaterea Labanca e Gianni Molinari (sulla destra)
Il parterre della serata visto dai candidati
Il parterre della serata
Il parterre della serata
Il parterre della serata
Il parterre della serata visto dai candidati
Mariateresa Labanca, Salvatore Adduce, Antonio Cappiello e Gianni Molinari
Maria Teresa Labanca e Salvatore Adduce
Franco Vespe
Franco Vespe, Salvatore Adduce e Antonio Cappiello candidati sindaci di Matera con Mariaterea Labanca e Gianni Molinari (sulla destra)
Salvatore Adduce con Mariateresa Labanca e Gianni Molinari
I candidati sindaci di Matera brindano alla fine del dibattito
I candidati sindaci di Matera con Gianni Molinari brindano alla fine del dibattito
Mariateresa Labanca
Gianni Molinari
Il vino della serata
Non solo dibattito
Giuseppe Fiorellini in adorazione del pane di Matera del Forno Cifarelli (poi ha provveduto al taglio e alla distribuzione ai presenti)
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