La condizione di lucano è irreversibile.

“Lucano si nasce e si resta” ha scritto Leonardo Sinisgalli (Il ritratto di Scipione e altri racconti, Mondadori).

Il lucano si adatta ovunque. E’ liberale e tollerante. Ma sta davvero bene solo a casa sua.

Ma  “casa sua” è un concetto quasi inspiegabile e che comunque non significa quello che sembra (la lettura di “Gold, Introduzione alla Geografia del comportamento, Angeli, 1990 può essere di buon aiuto nella comprensione della dilatazione di questo concetto).

Un lucano che a maggio non cerca le ginestre non è un lucano!

La condizione di lucano è una condizione di travaglio evidente e latente: secoli di storia hanno plasmato il Dna di un popolo che non si aspetta niente e che quando ha qualcosa è certo che la perderà.

Per dirla ancora con Sinisgalli “Il lucano non si consola mai di quello che ha fatto, non gli basta mai quello che fa. Il lucano è perseguitato dal demone della insoddisfazione”.

A chi si’ figl’ e u’ paisan’ sono il perno della lucanità: l’appartenenza alla famiglia e al popolo.

Una targa d’auto, un autobus con le insegne lucane non passano mai inosservati al “lucano con la valigia” che esclama in automatico: “i’ paisan’ “.

E’ un misto di orgoglio e soddisfazione: siamo talmente pochi che cercarci è parte del nostro impegno quotidiano!

Eppure ci sono più lucani fuori i confini che dentro i confini. E altri se ne vanno tutti i giorni.

Ci sono ragioni che affondano nella storia: la fame, anzitutto.

Ma anche l‘incapacità, negli ultimi 40 anni, di noi medesimi lucani di governarci.

Perchè – illumina ancora Sinisgalli – “questo è un popolo che la saggezza ha portato alle soglie dell’insensatezza. Come una gallina che s’impunta davanti alla riga tracciata col gesso l’intelligenza dei lucani si distoglie per un niente, si blocca appena sente volare una mosca”.

E allora? Basilicata post.it è un taccuino, una collezione di post.it, di appunti e lamenti di lucani con e senza la valigia e di chi la Basilicata non la vive proprio tutti i giorni, ma che anche fisicamente è ancora lì ancorato.