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L’emergenza vista dalla Regione Basilicata: piccoli prestiti

Come previsto e come promesso affrontiamo subito la prima delle misure che la Regione Basilicata ha previsto supportare l’economia lucana, i Piccoli prestiti per il sostegno e il rafforzamento delle microimprese lucane (DGR 197/2020).  Questo misura era attesa da lungo tempo dalle imprese lucane, ancora prima delle difficoltà connesse al Covid-19. Dopo che fu pubblicato l’avviso per i Microcrediti alle nuova imprese, tutti attendevano un prestito anche per le imprese già attive. Si prevedono, pertanto, molte domande. Sono stati messi a disposizione 9.059.000,00, ma secondo me sono destinati ad aumentare.

Innanzitutto chi può accedere a questo prestito. Le microimprese, inclusi i professionisti, già attive, che abbiano difficoltà di accesso al credito tramite i canali bancari e che non siano imprese in difficoltà o destinatarie negli ultimi cinque anni di protesti.

Quindi due parametri: microimprese e difficoltà di accesso al credito. Come si dimostra tale difficoltà di accesso? Non bisogna aver ottenuto un prestito superiore a 30.000,00 negli ultimi dodici mesi per l’attività imprenditoriale/professionale e bisogna ricadere in una di queste situazioni: 1) essere imprese giovanili (età inferiore a trentacinque anni), 2) essere impresa femminile, 3) essere imprese attive da meno di cinque anni, 4) aver ottenuto un diniego ad una richiesta di un finanziamento da parte di un istituto bancario oppure 5) avere una situazione patrimoniale “non florida” (almeno due dei seguenti parametri: disponibilità liquide inferiore a 50.000,00, ricavi inferiore a 240.000, 120.000,00 per i professionisti, totale attivo materiale inferiore ai 200 mila euro). Attenzione: se avete ottenuto in passato un altro Microcredito della Regione Basilicata e non siete in regola con il pagamento delle rate, non potete presentare domande. E mi sembra giusto!

I piccoli prestiti vanno da un minimo di 5 mila euro ad un massimo di 30 mila euro e per ottenerli bisogna presentare un progetto di consolidamento o di sviluppo delle propria attività imprenditoriale. Almeno il 30% del programma deve essere destinato a spese di investimento, ossia a beni durevoli, ad es. macchinari, attrezzature, computer, programmi informatici, ristrutturazione dei locali dell’iniziativa, mentre il restante può essere indirizzato a spese di gestione (ad es. affitti, utenze, materie prime, merci). Alcuni commentatori leggendo questo articolo hanno pensato ad un errore perché in genere è l’inverso. Aver questa distribuzione, invece, è la risposta alle numerose richieste delle imprese che hanno più volte sottolineato questa necessità. Dobbiamo tener presente che si tratta di imprese che hanno difficoltà ad avere access0 ai canali bancari.

È importante richiamare l’attenzione sul fatto si tratta di un prestito. Non ci sono spese di istruttoria o commissioni di erogazione, ma essendo un prestito va restituito. Il prestito prevede due anni di preammortamento e cinque anni di ammortamento, ossia si comincia a restituire le quote capitale da terzo anno in poi. Le rate sono costanti mensile posticipate, ossia si paga una rata sempre uguale ogni fine mese. Il tasso è molto basso, è pari al 70% del tasso di riferimento dell’UE rilevato al momento della concessione. L’aiuto è in regime de minimis e copre tutto il programma di spesa immaginato,

Come fare per ottenerlo? Si può presentare domanda dalle ore 8 del 16/04/2020. La procedura valutativa è a sportello, ossia si comincia a valutare le domande man mano che arrivano e fino a quando ci sono i fondi. Se la domanda è valutata positivamente si viene invitati a sottoscrivere un contratto. Dopo aver effettuati alcuni necessari controlli (comunicazione antimafia, DURC, verifica inadempimenti Agenzia delle entrate) avviene l’erogazione. Si hanno, infine, due anni per realizzare quanto progettato.

Tutto chiaro?