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L’emergenza vista dalla Regione Basilicata: differimenti e smart working

Sul BUR speciale n. 30 del 31/03/2020 sono stati pubblicati i primi cinque provvedimenti pensati per rispondere all’emergenza. Le misure sono di due tipologie: per tamponare la situazione e per cominciare a ripensare al dopo, alla ripartenza.

In questo articolo prendiamo in considerazione la prima tipologia in cui rientrano due provvedimenti, il differimento dei termini (DGR 196/2020) e il contributo per lo smart working (DGR 198/2020).

Differimenti

Le imprese quando sottoscrivono un contratto di concessione dei contributi accettano di rispettare dei tempi. In genere gli avvisi prevedono dei tempi per l’avvio del programma di spesa oggetto di agevolazione e dei tempi di conclusione. Le restrizioni di questa fase di emergenza hanno reso difficoltoso per le aziende avviare il progetto di crescita o di innovazione con le autorizzazioni conseguenti o di concludere i programmi di investimento. E’ stato necessario, pertanto, concedere un differimento dei termini e degli adempimenti conseguenti. Quindi è una misura diretta alle imprese già beneficiarie di contributi pubblici che non sono riuscite a concludere o avviare i programmi di investimenti, perché tali obblighi sono rientrati tra il I febbraio e il 31 dicembre.

Nella stessa delibera è presente anche la sospensione di 6 rate del I e II Avviso Microcredito in scadenza nel periodo dal I febbraio al 31 dicembre. Il Microcredito (2011-2012) oggetto di sospensione è stato un piccolo prestito di massimo 25.000,00 euro concesso per finanziare piccole realtà imprenditoriali con difficoltà di accesso al sistema bancario, piccoli commercianti anche ambulanti, artigiani, bar, ristoranti e pizzerie.

E’ importante precisare che per usufruire dei differimenti e della sospensione non sono previste domande.

Smart working

La seconda misura prevede contributi per lo smart working: un aiuto per le imprese che, potendo, non hanno interrotto l’attività grazie alle possibilità offerte dallo smart working. Sono messi a disposizione 4 mln, 3 mln riservati alle PMI e 1 mln per le grandi imprese. E’ rivolto alle imprese e ai liberi professionisti con almeno un dipendente. Sono ammissibili le spese sostenute dal I marzo al 31 luglio 2020 strettamente funzionali allo smart working , come ad esempio computer, programmi informatici, attivazione VPN da remoto, router. Il contributo è a fondo perduto in regime de minimis. L’intensità di aiuto sarà al massimo del 70% dei costi ammissibili ma il contributo effettivo sarà anche commisurato al numero dei dipendenti. Quindi ci sono due massimali uno commisurato alla spesa e uno commisurato al numero dei dipendenti e verrà attribuito il minore di due. Ad esempio un’impresa con due dipendenti in smart working e una spesa ammissibile di 10 mila euro potrà ottenere massimo euro 1.200,00 (per classi di dipendenti da 1 a 20 il contributo massimo per ciascun dipendente è di 600 euro). Un’altra impresa sempre con 10 mila euro di spesa ammissibile ma con 12 dipendenti, otterrà un contributo di 7 mila euro (il primo massimale in funzione della spesa è pari a 7 mila euro, il secondo commisurato ai dipendenti è di 7.200). Per accedere bisogna fare una domanda sulla piattaforma Centrale Bandi a partire dal 04/05/2020. Il contributo è erogato in un’unica soluzione dopo che l’impresa ha presentato le fatture o documenti aventi valore probatorio equivalente ed i relativi pagamenti. Quindi si ribadisce che è un rimborso.