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Le imprese e le banche

Antefatto.
Nel 2007 la Franco Angeli pubblica un libro “Basilea 2 e la struttura patrimoniale delle imprese”, che raccoglie i risultati di una ricerca svolta dal Dipartimento di Scienze aziendali ed economico-giuridiche dell’Università Roma Tre su un campione di 97.652 imprese italiane e di 639.237 imprese europee. Quest’analisi nasceva dalla preoccupazione degli studiosi, del sistema bancario e delle associazioni imprenditoriali per gli effetti dell’introduzione del sistema Basilea 2.
Infatti alla fine del 2006 entrarono in vigore i parametri di Basilea 2 e nel 2011 di Basilea 3.

Entrambe le normative hanno avuto l’obiettivo di limitare l’effetto sulle banche dei periodi di crisi dei mercati. Cercano di definire un sistema di regole che possa migliorare la stabilità del sistema bancario. Tra l’altro, quindi, si interviene sulla gestione dei rischio assunto dalle banche quando concedono un prestito. Come si riduce il rischio? Valutando le imprese a cui si sta erogando un prestito, applicando tassi più elevati ad operazioni più rischiose e aumentando le garanzie.

“Si può osservare come la disponibilità da parte delle imprese di mezzi patrimoniali adeguati rappresenti un indicatore di base della loro potenza finanziaria, cioè della loro capacità di fronteggiare “concretamente” il fabbisogno finanziario di gestione. Detta disponibilità di mezzi ha assunto oggi una primaria importanza, anche e soprattutto a seguito del nuovo accordo sul capitale da parte del Comitato di Basilea” … “Le imprese caratterizzate da un migliore equilibrio economico, finanziario e patrimoniale riusciranno a soddisfare il fabbisogno finanziario più facilmente e a condizioni più vantaggiose, in quanto, dall’altra parte, le banche, a fronte dei crediti nei loro confronti, saranno tenute ad una minore disponibilità finanziaria”.

Gli studiosi individuano due indicatori della struttura finanziaria e patrimoniale dell’impresa la leva finanziaria o leverage e il rapporto tra patrimonio netto e totale attivo. Ci forniscono per questi due indicatori sia la media sia la mediana per settore e per classi di fatturato.

Analisi
Questo interessante studio ci incuriosisce ed è la base di riferimento e di confronto per analizzare le imprese lucane. Purtroppo:
– i dati delle ricerca si riferiscono al 2003 e i dati disponibili per noi partono dal 2007
– soprattutto la modalità con cui sono calcolati gli indici sono diversi.

Il leverage fornito dalla Banca d’Italia relativamente alle imprese di capitali lucane è calcolato come rapporto tra i debiti finanziari e la somma dei debiti finanziari e il patrimonio netto. Il valore invece che ci fornisce la ricerca dell’Università Roma Tre è definito come rapporto tra Passività finanziarie nette e Patrimonio Netto.
Il valore medio del leverage per il campione best practice (con migliore redditività del raggruppamento) con fatturato inferiore a 2,5 milioni di euro del settore manifatturiero è pari a 2,05 e corrisponde a 67,21% indice di Banca d’Italia, mentre il valore mediano è 1,31 e corrisponde al nostro 56,71.
In 10 anni, dal 2007 al 2017, la Banca d’Italia ci comunica che il leverage è passato dal 51,3% al 40,8%.

Da questi valore emerge che le imprese di capitali lucane presentano un indebitamento comunque paragonabile alle imprese che presentano una maggiore redditività del campione della ricerca di riferimento. Il 56,71% è superato soltanto nel 2009 quando raggiunge il 59%.

Dal grafico della grafico 1 cosa altro deduciamo?
La diminuzione del leverage potrebbe significare che le imprese lucane abbiano preferito o dovuto far sempre meno affidamento sulle risorse bancarie, che sono parte dell’indebitamento finanziario. Dai dati sulla consistenza in valore assoluto dei prestiti erogati dal sistema bancario sembrerebbe confermare questa ipotesi.

“A giugno 2019 il credito bancario al complesso dell’economia lucana ha continuato ad aumentare sebbene ad un tasso inferiore rispetto all’anno precedente… Il rallentamento osservato in regione ha interessato le imprese” (Banca d’Italia, Economie Regionali L’economia della Basilicata Aggiornamento congiunturale Novembre 2019).

C’è un’ultima curiosità che a questo punto ci sorge. E le garanzie?

Da questo grafico emerge in maniera chiara che:

  • le imprese di costruzioni devono garantire maggiormente i prestiti che ottengono, seguite dalle imprese dei servizi. Le più sicure dalla Banche sono considerate le imprese manifatturiere;
  • le piccole imprese sono le più rischiose e le garanzie sono elevate sia al nord sia al sud;
  • le aziende del sud per ottenere un prestito delle banche devono dare maggiori garanzie rispetto a quelle del nord ovest. E’ probabile che questo sia dovuto al prevalere al sud di piccole imprese che incidono maggiormente nel dato aggregato.