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Lavello, la fibra al latte rigenera la corsetteria

In “Sole a mezzogiorno: segni e propensioni all’industrializzazione”, pubblicato sulla Rivista di Politica Economica (ottobre- Novembre 1998), Gianni Molinari collocò Lavello tra i 33 Comuni del Mezzogiorno che presentavano un addensamento di unità locali in un unico settore. Il distretto della corsetteria di Lavello, infatti, ebbe negli anni 90 una fase di crescita: circa 60 imprese con circa 500 addetti e una produzione di 4-5 milioni di pezzi prodotti l’anno (Fonte: www.distrettocorsetteria.it). Oggi il Distretto della Corsetteria, comprende 26 imprese a Lavello 1 a Maschito e 1 a Venosa, quasi tutte produttrici in c/terzi per imprese del distretto, per imprese della vicina Puglia e per committenti dell’Emilia Romagna. Un’impresa ha un proprio marchio: Immagine srl (marchio Charme), il cui legale rappresentante è il Presidente del Distretto, Antonio De Fata. Interessante è, infine, la presenza di due imprese che producono accessori funzionali per alla produzione di intimo.

In questo scenario, oggi stiamo assistendo ad un interessante progetto di sviluppo. Grazie a Mapping Basilicata, un progetto finanziato da fondi nazionale ed europei e gestito da Sviluppo Basilicata, le imprese della corsetteria di Lavello hanno una nuova collezione di intimo e hanno la possibilità di entrare in un nuovo mercato, la Russia. E’ stato chiesto, infatti, ad una stilista materana Antonella Montemurro di disegnare una nuova collezione di biancheria, B-wear, sviluppata su quattro linee (Easy to wear, Neo classic, Sexy Couture, WoMom). B-wear è stata realizzata con tessuti sostenibili e innovativi, come ad esempio tessuti in fibra di latte “progettati per stimolare l’idratazione e l’ossigenazione della pelle”, alla soia al caffè, tessuti vitaminici.

La nuova collezione è stata, poi, presentata dal 02 al 5 settembre alla Fiera Internazionale Première Collection Moscow (CPM), riferimento per il mercato russo e dell’Europa dell’Est per l’abbigliamento uomo, donna e lingerie, grazie agli oltre 19.700 visitatori.

Possono queste imprese riuscire veramente a prendere parte a questa sfida? Riusciranno a passare da c/terzista ad una produzione propria? Come sarà diviso il lavoro tra le imprese? Chi si occuperà della commercializzazione dei prodotti? Tanti punti interrogativi , che possono sintetizzarsi in uno solo: riusciranno queste imprese ad essere un distretto, al di là delle definizioni della Legge Regionale, a cooperare, a lavorare insieme?

E’ giusto che il pubblico faccia un passo avanti, crei uno squilibrio per fare in modo che il Privato sia spinto a crescere. In questo caso il Pubblico ha fatto un grande balzo in avanti, vedremo quante imprese riusciranno a farcela.