17 novembre BasilicataShire

Lavangone-Giuliano, l’asse delle contrade affonda i Boschi boys del Pd

Petrone senza voti1Quando gli strateghi e gli statisti del Pd, archiviate le foto con il ministro Boschi, avranno assorbito – se lo assorbiranno – lo sberlone recuperato nel ballottaggio che ha consegnato Potenza a Dario De Luca, potrebbero fare un giro dalle parti di contrada Lavangone.

Così tanto per provare a capire come in 15 giorni una città intera può cambiare idea (se ha cambiato idea) dopo avere “già scelto”.

 

E perché Lavangone?

Perché nella sezione 56 di contrada Lavangone, rispetto al ballotaggio 2009 Santarsiero-Molinari, da un lato c’è stato il salto in avanti più lungo dei voti del candidato del centrodestra e contemporaneamente quello indietro più lungo di quello del centrosinistra.

De Luca ha guadagnato il 121,19% in più rispetto ai voti presi nel 2009 da Molinari e Petrone il 71,82% in meno rispetto a quelli presi da Santarsiero.

O potrebbero prestare un po’ di attenzione a cosa è successo nella sezione 57 di contrada Giuliano dove in 15 giorni si sono spostati 214 voti in crescita su De Luca (al primo turno era quarto).

I cittadini di Giuliano hanno fatto il triplo salto mortale alle spalle del loro più illustre concittadino, l’ex-sindaco e consigliere regionale Pd, Vito Santarsiero. 

A novembre 2013, alle elezioni regionali, l’ex sindaco nella sezione 57 ottiene 108 voti di preferenza, il massimo consenso tra le 77 sezioni cittadine; il 25 maggio nelle urne della stessa sezione ci sono 286 voti per Petrone e 95 per De Luca.

Ma 15 giorni dopo – con i votanti  crollati da 735 a 495 – c’è il miracolo: De Luca triplica i voti, Petrone li dimezza!

 

La mappa del tonfo del centrosinistra

La débacle di Petrone è quasi totale: nelle 77 sezioni è sotto in 71 sezioni.  

giaaSolo per i cittadini di Giarrossa è sindaco senza esitazione con il 72% dei voti.

I voti, rispetto al primo turno,  sono diminuiti ovunque.

Unica eccezione la sezione 72 quella dell’Ospedale San Carlo il candidato del centrosinistra ha avuto un aumento di un voto: da 8 a 9. Ma non è bastato nemmeno lì: De Luca è passato da 8 a 15!.

Rispetto al ballottaggio del 2009, Petrone perde voti in 76 sezioni su 77 (sempre con l’eccezione di Giarrossa) rispetto allo score di Santarsiero, mentre De Luca è sotto al risultato di Molinari in 28 sezioni rispetto al 2009. Per il resto è sempre largamente sopra.

Leggendo il risultato delle elezioni, aggregando le sezioni sulla base della differenza dei voti tra i dei due candidati, è ancora più evidente la valanga che ha travolto il centrosinistra.

De Luca ha “largheggiato” in tutte le ex roccaforti del “partito regione”: rione Risorgimento e Santa Maria, la stragrande maggioranza delle contrade, pezzi del polo “impiegatizio” di Poggio Tre Galli (e dove non ha largheggiato è comunque avanti!).

Il distacco è più contenuto nel centro (che paradossalmente ha una più accentuata tradizione conservatrice) e nella parte est della città, ma sempre distacco resta. Nel peso del distacco si percepisce nette la disfatta del candidato sindaco del centrosinistra.

Petrone è avanti in sei sezioni e gioca la partita in altre 27 (dove il distacco è contenuto in 50 voti), è sotto nettamente in 29 sezioni e frana nelle top 15 di De Luca dove il distacco varia da 106 a 238 voti!