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La Basilicata sia terra di libertà. Una proposta per Matera2019.

di Sergio Ragone

La libertà è ancora un tema che merita approfondimento. Troppo spesso confusa con la necessità di trasformare i propri desideri in diritti, assume un così valore importante nella modernità da essere ancora oggetto di studio e dibattito scientifico.

La Basilicata, da sempre cerniera tra culture, ha dimostrato in più occasioni di saper accogliere e dare cittadinanza a diverse storie e religioni.

Per questo sorprende il dibattito politico che si è innescato sulla proposta del governo regionale di raddoppiare il numero di migranti da ospitare nel nostro territorio. Polemica dall’antico sapore stantio di propaganda elettorale, che oggi prende le forme di un pericoloso fenomeno populista di stampo leghista, che in Francia e Inghilterra ha già conosciuto un’importante battuta d’arresto.

Nella regione che ospiterà il Mondo, da qui al 2019, non si può più leggere la modernità con le antiche mappe a cui in troppi sono ancora legati. Non si può più rispondere con dibattiti superficiali e ideologici a temi come l’integrazione, il rispetto della diversità, l’accoglienza e la cittadinanza.
Sul tema del rispetto della diversità, soprattutto di natura religiosa, possiamo ragionare attingendo dall’ultimo lavoro di Pasquale Annicchino, rivellese, research Fellow del Robert Schuman Centre for Advanced Studieies e senior Research Fellow della Religious Freedom and Business Foundation.

Esportare-la-libertà-religiosa

Nel suo libro, “Esportare la libertà religiosa. Il Modello Americano nell’arena globalehttps://www.mulino.it/isbn/9788815254429, Annicchino fa un quadro serio e rigoroso sul modello statunitense e sul ruolo che oggi svolge la UE, proprio nei territori dove la libertà religiosa è più compromessa.

E’ lo stesso Annicchino in una recente intervista a raccontare come il quadro normativo universale sia decisamente insuffciente a contrastare un fenomeno pericoloso e violento, che ogni giorno vede calpestata la libertà dei credenti di poter studiare, aggregarsi, professare il proprio credo, criticare la propria fede o quella altrui. Le cronache internazionali sono piene di notizie di repressioni violente di cattolici o musulmani, una strage inarrestabile di uomini e donne.

Se da un lato il modello americano sulla libertà religiosa può rappresentare un punto su cui basare l’azione legislativa dei governi nazionali, è anche vero che il concetto stesso di libertà si perde e si confonde con le diverse interpretazioni che i singoli stati hanno dei diritti umani.

Prendiamo come esempio la Cina dove la libertà religiosa è messa in crisi dal comunismo ateo di regime, o altri paesi dove le maggioranze religiose reprimono nel sangue le minoranze. Somalia, Iraq, Siria, Afghanistan, Sudan, Iran, Pakistan, Eritrea, Egitto, Nigeria e il Brunei, paesi dove le persecuzioni dei cristiani hanno raggiunto numeri inaccettabili. Il dramma umano che sembra consumarsi in angoli remoti del pianeta riguarda, invece, tutti ed è lo stesso Santo Padre a ricordarcelo con queste parole:
​”Esiste un legame forte che già ci unisce, al di là di ogni divisione: è la testimonianza dei cristiani, appartenenti a Chiese e tradizioni diverse, vittime di persecuzioni e violenze solo a causa della fede che professano”.
Il libro di Annicchino, edito da Il Mulino e in libreria da qualche giorno, ci aiuterà a farci un’idea sullo stato delle cose.

Anche la Cei si sta mobilitando per sensibilizzare l’opinione pubblica sulle persecuzioni dei cristiani. Il prossimo 23 maggio, durante la Veglia di Pentecoste è in programma #free2pray per sensibilizzare il più possibile l’opinione pubblica su questo dramma.

La Basilicata che si vuole aprire al mondo può essere terra di pace e di incontro. A partire dal lavoro svolto da Annicchino, lucano di cui andare fieri, oggi si possono costruire tutte le condizioni favorevoli a fare del nostro territorio un luogo di incontro tra le diverse culture e le religioni del mondo. Ospitare temporaneamente la capitale europea della cultura è un’occasione straordinaria che va sfruttata fino in fondo. E lo si può fare a partire dalle donne e dagli uomini di questa terra, attraverso la creazione di un tavolo permanete e di un osservatorio straordinario sulla libertà religiosa, che parte dal Mezziorno d’Italia per parlare al Mondo intero.

La libertà degli uomini e delle donne ha bisogno di opere coraggiose e lungimiranti.