BasilicataShire

Il santino della Madonna Nera di Viggiano

Nel 1998 quando la Regione Basilicata e l’Eni battagliavano per l’avvio delle estrazioni di petrolio dal giacimento della Val d’Agri, a un certo punto in uno di questi salotti televisivi dove tutto si semplifica, l’allora presidente della Regione, Raffaele Di Nardo, spazientito dalle banalità che stava sentendo, per far capire che il discorso non poteva essere solo “petrolio si, petrolio no” prese un’immagine della Madonna Nera di Viggiano e la mostrò ammonendo i presenti al rispetto della storia e del popolo.

Fu coglionato dai presenti e dalla grande stampa benpensante.

Nessuno si applicò minimamente a capire quello che Di Nardo aveva voluto dire.

In seguito l’Eni scese a più miti consigli e firmò con la Regione un accordo per una serie di attività di compensazioni dal valore all’epoca di circa 2.000 miliardi di lire.

Quell’accordo era “quadro”, cioè determinava alcune questioni, ma – indirettamente – i comportamenti di tutti.

Poi, qualche anno dopo, la politica lucana, compresi quelli che poi si sono convertiti sulla via di Damasco e ora girano con le spille No Triv, ha deciso di prendere un’altra strada: quella della trattativa privata.

Qualcuno, in uno splendido isolamento, provò a spiegare che non andava bene, che bisognava tenere le cose insieme nell’interesse generale, anzitutto, ma anche in quello particolare, perché l’ingordigia del potere fa fare errori e può causare brutti scivoloni (per usare un eufemismo).

Provò – quel qualcuno – a spiegare che la gestione politica dell’operazione petrolio era “comando e controllo”: comando nel senso di dettare le linee all’interno delle quale muoversi per lo sfruttamento dei campi petroliferi e dell’uso delle risorse che arrivavano; controllo, nel senso di verifica costante.

Era meglio però gestire ognuno per proprio conto le royalties, fare e rifare i marciapiedi, dare bonus bebè e altre amenità del genere.

E siccome il campo della fantasia è illimitato, ognuno ci ha aggiunto del suo.

Con i risultati che stanno sotto gli occhi di tutti.

Oggi i poveri lucani devono subire anche tutti i salotti tv ricchi di superesperti e dotti conversatori. Come Marcello Sorgi che li (ci) descrive come animali allo stato quasi brado, un gregge in cerca di pastore.

Passata la buriana BasilicataPost.It inviterà Marcello Sorgi a conoscere la Basilicata.

A tavola metteremo un bel pollo ripieno. E lì vediamo che significa stare tra le galline!