Economix

L’economia fuff, l’Istat certifica la fine della Basilicata?

E’ l’immagine di chiusura di un film.

I dati de2.2l censimento dell’Industria, dei servizi e del non profit certificano lo spostamento strutturale dall’economia della produzione all’economia della sopravvivenza.

In dieci anni – dal 2001 al 2011 – è svanito (dati riferiti alle unità locali) il 20,1% dell’occupazione nell’industria e nelle costruzioni, il 21,4% nell’istruzione, il 22,4 % nella pubblica amministrazione e ben il 41% nelle attività agricole manifatturiere. Cresce l’occupazione nel commercio e negli alberghi (+20,6%), nella sanità e nell’assistenza sociale (+20,8) negli “altri” servizi (+16,3) e nei servizi alle imprese (+8,5). In totale la Basilicata ha perso in dieci anni il 4,1% degli addetti nelle unità locali! il sud ha guadagnato l’1,7% e l’Italia il 2,8%.

In sostanza mentre l’industria, l’istruzione e la pubblica amministrazione hanno perso un occupato su cinque, tutti i settori assistiti hanno 4.7acquisito occupazione con un vero e proprio boom degli occupati nel settore dell’assistenza, della sanità e della coesione sociale del non profit. Tutti settori notoriamente finanziati dalla spesa pubblica regionale.

E nonostante questo la Basilicata, a differenza delle altre regioni del Mezzogiorno e del paese, al termine del decennio ha perso comunque occupazione!

Non si vede traccia di 10 anni di politiche anticicliche (sic!) della Regione Basilicata per limitare lo scasso dell’industria che pure avranno distribuito denari a destra e a manca.