17 novembre

Il voto d’opinione questo sconosciuto?

Si è sempre pensato che in Basilicata il voto d’opinione non esistesse o che comunque fosse numericamente insignificante.

Forse è il caso di rivedere questa convinzione, rileggendo i numeri del voto sia da sinistra sia da destra.

Prendiamo come punto di partenza le elezioni regionali del 1995, le prime dopo il Big Bang del 1994.

Cominciamo con il centrodestra.

Nel 1995, quando il Ppi, erede della Dc, si spaccò,  nel momento di massimo storico (e forse autenticodello scontro tra centrodestra e centrosinistra (Perri vs Di Nardo) si registra il miglior risultato per il centrodestra e anche la minore ampiezza della forbice con il consenso del centrosinistra.

Il centrodestra quei voti non li ha più visti.

Tra il 1995 e il 2010 ne sono spariti 23mila, più o meno il 12 per cento della base del 1995.

il 2000 dell'ulivo

Dall’altro lato – il centrosinistra – i numeri rendono evidente come nel 2000 ci sia stata l’approvazione del “voto d’opinione” del progetto politico dell’Ulivo (pur mancando al candidato presidente dell’epoca, Bubbico, quasi 16 mila voti rispetto alla coalizione, frutto dell’opera dei franchi tiratori centristi). E come l’archiviazione dell’Ulivo sia stata “segnalata” dal “voto d’opinione” nel 2005 e soprattutto nel 2010.

La coalizione di centrosinistra nel 2000 tocca il punto massimo di consensi: 243.660, peraltro in presenza di un centrodestra che ancora non ha “rotto”, a scendere, quota 100mila (102mila voti).

Inoltre, proprio nel 2000 c’è la punta più bassa del non-voto (astenuti, schede bianche e nulle): 172mila.

Nel 2005 comincia a cambiare lo scenario: il centrosinistra scende a 236mila voti, ma il candidato presidente ottiene un enorme consenso (ci sono solo 100 voti di differenza tra il voto al governatore e quello alla coalizione) .

Ma il vero segnale è del 2010: spariscono – rispetto al 2000 – 26.715 voti (più o meno il 10%) . Di questi 20mila rispetto a 5 anni prima.

Parallelamente cresce il non-voto: 201.299 nel 2005 e 235.626 nel 2010.

E il “non voto” diventa il primo partito della Basilicata.