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Il Pil inverte la rotta, la Basilicata aggancia la ripresa?

Il PIL del quarto trimestre nell’Eurozona è aumentato dello 0.3% rispetto al trimestre precedente, in Italia dello 0.1%.

Cosa è successo in Basilicata?

I dati mostrano ancora una situazione di recessione, ma non ci lasciamo scoraggiare.

Si respira nell’aria un’atmosfera diversa, si ha la percezione del cambiamento.

Gli imprenditori mostrano una maggiore fiducia nel futuro; stanno notando la presenza di un gruppo di aziende che cominciano a mostrare segni di ripresa e quindi hanno l’aspettativa che toccherà anche a loro. Ci siamo, le cose stanno cambiando.

Sarà l’effetto tunnel teorizzato da l’effetto tunnel di Albert Hisrchman? Forse.

“Se è capitato a lui, allora toccherà anche a me. E così io mi trovo a stare meglio, perché mi aspetto di star meglio”.

Dell’altro giorno la notizia della Natuzzi che ha richiamato, secondo il principio della rotazione, i 900 lavoratori che si trovavano in cassa integrazione guadagni grazie ad una ripresa del mercato. Alla Sata comincia la produzione di nuovi modelli di vetture, mini suv e 500x. Le imprese di costruzioni in Basilicata dipendono molto dalla PA, ma con il patto di stabilità prima o poi sarà finita? Le imprese di costruzioni e dell’indotto si aspettano una ripresa degli ordini da maggio.

L’unico rammarico in questo periodo è che la programmazione dei fondi comunitari è nella fase di transizione. Si chiudono i vecchi interventi e si progetta la nuova programmazione. Nel 2014 essenzialmente si finirà di liquidare gli interventi già progettati e realizzati, si dovrà aspettare probabilmente il 2015 per i nuovi avvisi.

Ma tocca a noi fare in modo che questo non sia solo un periodo di attesa.

Le imprese dovranno recuperare le forze e prepararsi alle nuove sfide. Far sentire la propria voce nella programmazione, far emerge i propri bisogni e le proprie esigenze, non ciò che serve al nostro piccolo orticello, ma ciò che serve all’economia regionale per la ripresa. Impariamo a ragionare al di là del muro di cinta della nostra impresa e lavoriamo insieme per il cambiamento.

Non ci sarà più speranza quando smetteremo di crederci!