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IL LAMENTO E LA SANITA’ LUCANA

Sulle polemiche di questi giorni  però una questione va evidenziata. Molti di quelli che oggi protestano fino a strapparsi le vesti per le evidenti difficoltà della sanità lucana sono gli stessi che – in questi ultimi 15 anni – hanno considerato gli ospedali non come il luogo dove si curano i malati ma dove si “piazzano” e aiutano a crescere amici e parenti. Oltre a questi si agitano molto anche quelle fedeli “ancelle” che hanno sempre agito nell’ombra per loro conto. E si agitano ancor di più quelli che si sono sempre indignati in pubblica piazza di queste dinamiche perverse, ma solo a parole. Perché, poi, quando – per ruolo o funzione –  potevano opporsi hanno sempre girato la testa dall’altra parte dopo aver fatto spallucce. Ed oggi si sbracciano ed esaltano al grido “io ve l’avevo detto!”.

Insomma, continuiamo a voler leggere il presente e disegnare il futuro in forza di storie e non della storia, della narrazione e non dei fatti. Eppure da questo virus possiamo imparare moltissimo. Sta a noi scegliere:  possiamo provare a lasciare ai nostri figli un nuovo modo di essere cittadini e di governare la cosa pubblica oppure – rifiutandoci ancora una volta di comprendere  a fondo la realtà dei fatti –  continuare a farci del male beandoci nella litania lamentosa che, da sempre, a noi lucani, così tanto bene ci fa sentire.