17 novembre

Il centrosinistra non è stato tradito dal blocco conservatore

L’affermazione che si profila del centrosinistra con un tutto sommato modesto smottamento di percentuali (161 sezioni su 681: 64,7% contro il 67%) è spiegabile ancora una volta con la struttura profondamente conservatrice del “cuore” della società lucana.

Al netto del “non voto” (al momento conosciamo solo l’astensione, mancano le schede bianche e quelle nulle) il centrosinistra mantiene saldo il controllo sulla cassaforte regionale.

Dopo quanto è successo con la storia dei rimborsi spese nel consiglio regionale questo dato è frutto di un miracolo o di una società profondamente conservatrice che neanche di fronte alla deriva morale così profonda cambia idea e prova altro.

La società lucana è una società assistita e non rischia: c’è un blocco predominante collegato alla spesa pubblica che trova nel conforto degli argomenti del centrosinistra il proprio principale referente.

Questo blocco fortemente conservatore è fatto da:

  • 229.653 pensioni per 587.517 abitanti (dai 2010) e una spesa pensionistica di 2,1 miliardi di euro
  • il personale degli enti locali (basta vedere il dato di affluenza alle urne di Potenza nettamente superiore alla media regionale) e della pubblica amministrazione statale
  • larghissimi settori dell’agricoltura.

Su poco meno di 600mila abitanti basta e avanza per mantenere saldo il comando.

E, tuttavia, questa situazione e la sua intrinseca prospettiva consegnano amaramente la Basilicata a un futuro di declino e povertà.

La spesa pubblica subirà sempre tagli, è inevitabile. Questo modello di società – basato sulle posizioni e non sul merito – allontanerà sempre di più i migliori “non inquadrabili”.

C’è fa festeggiare qualcosa?