BasilicataShire Economix

Il futuro che sta per accadere

“Potremmo vivere solo di turismo!” Quante volte l’abbiamo sentito dire da quando siamo nati, quante volte l’abbiamo ripetuto noi stessi ammirando affascinati quanto ci circonda. “Cosa farebbero gli Americani se avessero i nostri tesori!”: ecco l’altre frase famosa che accompagna la prima quasi inevitabilmente. E lo sappiamo cosa farebbero, perché siamo capaci di farlo anche noi. E perché non si fa?

I castelli federiciani e l’area conventuale della Madonna di Orsoleo, la Cattedrale di Acerenza e il Cristo di Maratea, i parchi archeologici di Venosa, Grumento, Vaglio e Metaponto, i parchi letterari di Aliano e di Valsinni, i luoghi di Orazio, il parco del Pollino e della Grancia, i laghi di Monticchio, il lago Sirino, le oasi del WWF Pantano di Pignola e Bosco di Policoro, i calanchi e il Volturino, le terme di latronico e le terme di Rapolla… sono solo alcuni esempi. In che condizioni sono? In semiabbandono. Non sono dotati di bookshop o punti di ristoro. Non sono collegati in un circuito. Non c’è un servizio di guide turistiche. Non ci sono indicazioni stradali, spesso non si è previsto un parcheggio. Alla biglietteria non viene fornita una mappa del sito. E, infine, non tutti i siti sono accessibili.

“Siamo l’unico paese dove il bollino Unesco, che per gli esperti vale almeno un 30 per cento di incremento turistico, pare quasi portare male”: ce lo ricordano i giornalisti Stella e Rizzo nel loro libro, Se il sud muore edito da Feltrinelli nel Novembre 2013. In Basilicata abbiamo un solo sito Unesco “I Sassi e il Parco delle Chiese Rupestri” dal 1993 I dati che ci provengono da Unioncamere Centro Studi relativi al flusso turistico nel 2013 sono positivi. Non ci va proprio male.

“Da rimarcare, innanzitutto, l’ennesimo exploit di Matera che, per la prima volta, ha superato la “soglia” delle 200 mila presenze…: le presenze aggiuntive (circa 23 mila) equivalgono ad oltre un terzo dell’intero incremento a livello regionale. I periodi più dinamici, dal punto di vista dei flussi turistici, sono risultati quelli tradizionalmente meno frequentati (primi e ultimi mesi dell’anno), a segnalare non soltanto il crescente appeal del “prodotto” Matera ma anche, probabilmente, la crescita di un’offerta turistica più ampia e articolata nella città”. Il Consuntivo del turismo lucano nel 2013, UnioncamereBasilciata, Centro Studi

Dal 2010 al 2013 (periodo preso in esame) a Matera le presenze sono cresciute del 21,7% nel 2010, del 12,7% nel 2011, dello 0,7% nel 2012 e del 12,8% del 2013.

Ma chi arriva a Matera? Essenzialmente pugliesi e laziali, ma anche campani e turisti proveniente dalle principali città del centro nord. La domanda estera ha registrato un incremento del 31,2% in termini di presenze e 23,9% in termini di arrivi, soprattutto da parte di americani e inglesi. Il 2013 è stato interessante perché ha mostrato una ripresa per il territorio del metapontino, grazie soprattutto ai comuni di Nova Siri e Scanzano Jonico, e per il territorio del vulture melfese.

Il titolo di città della cultura a Matera darà alla città maggiore visibilità e quindi presumibilmente attrarrà un maggiore flusso turistico, ma aprirà anche una grande possibilità, ossia l’opportunità di trarre beneficio da questo flusso turistico a vantaggio dell’intera regione. La Basilicata sta per avviare la nuova programmazione comunitaria, è necessario non perdere questa occasione, è indispensabile collegare la città di Matera alle altre aree di interesse turistico della Basilicata.

Un risultato importante è già stato raggiunto: si parla della Basilicata sulle reti nazionali. Innanzitutto la Basilicata esiste.