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Export,la difficile vita della “mano invisibile”

Il 20 novembre, esaurita la campagna elettorale ed esaminato l’esito del voto, forse a chi sarà sopravvissuto potrebbe interessare qualcuno di questi numeri. Potrebbe interessare anche alla rappresentanza degli interessi economici della Basilicata, esaurito anche l’interesse per il voto e per la gestione delle aree industriali più che delle industrie che dovrebbero ospitare.

L’export della Basilicata, al netto delle auto e del petrolio, continua a scendere: nei primi sei mesi del 2013 si è fermato a 183,7 milioni di euro, venti in meno rispetto allo stesso periodo del 2012. Cioè valiamo poco di più del Molise che si ferma a 180 milioni!

La Basilicata è in  controtendenza (negativa) praticamente su tutto:

  • la ripresa è trainata dall’esportazioni; l’export “lucano” (senza macchine e petrolio) flette del 9,81%
  • si registra una vivacità del sistema della moda a livello paese; il made in Lucania (che nel passato ha avuto pure una sua dignitosa presenza nei settori dei tessuti, della maglieria e  dell’intimo) va giù del 7,3%. Anche se l’abbigliamento continua a crescere per il terzo anno a quota 1,5 milioni!

Poi ci sono le particolarità generaliste:

  • l’export totale cresce dello 0,56% a 552,6 milioni.
  • le auto perdono il 17,58%: in pratica passano dai 563 milioni del primo semestre 2011, ai 345 dello stesso periodo del 2012 fino a 284 dei primi sei mesi del 2013. In due anni la Fiat ha dimezzato l’export da Melfi!
  • il petrolio compare e scompare. Per questo la Lucania non può essere iscritta all’Opec! Ricompare l’export del greggio nei primi sei mesi del 2013: 83,7 milioni di euro di oro nero partiti verso la Turchia. Destinazione – dovrebbe – essere la raffineria di Tupras, dove la Shell (che ha una quota della concessione Val d’Agri) è socio di minoranza.

Infine c’è quello che non vi vuole vedere e una piacevole nota positiva

  • Cresce l’export di quello che i lucani fanno da secoli: il food, dalle produzioni agricole, ai prodotti alimentari lavorati, alle bevande cresce del 13, 72%, la migliore performance senza petrolio. E cresce in modo costante negli ultimi tre anni!
  • Cresce il sistema casa, dove dopo anni di lacrime e sangue si è invertito il segno dell’export dei mobili (alias salotti) ora a 26 milioni di euro (+9,23% sull’analogo periodo del 2012) superando in un colpo anche la quota di 25 milioni del 2011. Davvero una buona notizia.

Tutto questo per dire che

  • la Basilicata che produce in silenzio e non si affida alle nullità della “rappresentanza” continua ad andare avanti
  • la produzione che vale continua a essere fuori dalle costose aree industriali e sarebbe ora di cominciare a spenderci meno soldi vicino
  • la “mano invisibile” se ne fotte di bandi, bandicelli e prebende: chi ha idee e voglia, magari si fa un mazzo tanto, ma dura di più di chi si affida alla generosa “mano pubblica”
  • quello che serve è l’intervento sull’ambiente: strade migliori, scuola, energia stabile. Cioè le stesse cose che servivano 60, 50, 40, 30, 20, 10 anni fa……