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Export, nella Basilicata seduta il salotto scatta in piedi

C’è una luce inattesa ad illuminare l’opaco cielo dell’export lucano di questo 2013. Ad accenderla, udite udite, è il comparto del mobile, cioè quello che resta del distretto del salotto, un tempo vanto del sistema produttivo della Basilicata.

Secondo l’Istat, infatti, nei primi sei mesi dell’anno, dopo ben 9 anni di discesa inesorabile, il mobile lucano, con 26.138.084 milioni di euro di fatturato, è tornato a crescere all’estero con un ottimo +9,23% rispetto allo stesso periodo del 2012. Certo i numeri sono diversi da quelli di un tempo (nello stesso periodo del 2004 il fatturato estero era di ben 152.108.541 milioni di euro) e non si può certo già parlare di ripresa, ma, ad analizzare bene i dati, c’è comunque di che sperare.

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Innanzitutto perché quello che vale per la Basilicata, questa volta, non vale per la Puglia come invece è sempre avvenuto. I salotti made in Puglia, infatti, anche se di poco, continuano a far segnare numeri negativi: -1,5% nel periodo analogo. Poi, i mercati. La novità è  che  la strategia dell’alto di gamma, sposata di recente da quasi tutti i produttori lucani, sembra cominciare a dare i suoi frutti in quei mercati ricchi ed esigenti come quello tedesco dove si registra un sorprendente +37,8%  per un fatturato complessivo vicino ai 4 milioni di euro. Il vecchio continente continua dunque a farla da padrone: acquista circa l’80% del venduto estero complessivo della Basilicata.  Ancora timidi però i dati che arrivano dal forte  mercato Asiatico mentre sono insignificanti i numeri legati a quello degli Stati Uniti, una volta vera miniera d’oro per il comparto.

A noi, adesso, per capire se si tratta solo di un ultimo bagliore prima della fine o dell’innesco di un nuovo giorno non resta che aspettare e sperare, magari seduti su un comodo divano lucano.