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Basilicata: numeri e tendenze del credito alle imprese

Secondo la Banca d’Italia, Economie regionali:L’economia della Basilicata, pubblicato a Novembre 2015, i prestiti erogati al settore produttivo sono diminuiti ad un tasso inferiore rispetto al 2014, dal -2.3 % di dicembre 2014 al -1.1%  di giugno 2015. Il calo è stato maggiore per le imprese dei servizi.

“Sull’attenuazione del calo dei prestiti al settore produttivo hanno influito il favorevole andamento della domanda da parte delle imprese e l’allentamento delle condizioni di offerta praticate dalle banche registrati nel primo semestre dell’anno”

prestiti_andamentoFonte: elaborazione grafica su dati Centrale Rischi pubblicati da Banca d’Italia in  Economie regionali. L’economia della Basilicata,

Perché l’impresa non chiede un prestito

L’impresa può aver bisogno di un prestito per la propria attività corrente o per effettuare nuovi investimenti. Il difficile periodo economico ha indotto molte imprese a ridurre gli investimenti. Solo poche imprese coraggiose hanno continuato ad investire, ciò ha determinato la riduzione nella concessione dei mutui. A Giugno 2015 si registra comunque una diminuzione dei mutui del -4,7% rispetto ai dodici mesi precedenti, ma inferiore rispetto a quella registrata nel giugno 2014, pari a 6,5%. Questo un segnale, comunque, di un cambiamento e di ripresa.

Per quanto riguarda l’attività corrente , a fronte di un’inversione di tendenza degli anticipi e degli altri crediti autoliquidanti, cresciuti dello 0,6% , si rileva una ulteriore riduzione del 10.1% delle aperture di credito in conto corrente, riduzione comunque inferiore a quella di giugno 2014, -12,3%.

 

Perché il sistema bancario non concede prestiti

Il sistema bancario ha avuto l’esigenza nel tempo di aumentare le cautele nella concessione di prestiti,  ha visto la sua attività sempre più influenzata dagli indici di performance delle imprese e dalla possibilità di queste ultime di presentare garanzie. Il sistema delle imprese fa fatica da adeguarsi a queste richieste.

“A giugno la qualità del credito in Basilicata ha registrato un miglioramento, per effetto dell’andamento positivo degli indicatori riferiti alle imprese. Nel complesso, il flusso delle nuove sofferenze rettificate in rapporto ai prestiti non in sofferenza all’inizio del periodo è stato pari al 2,5 per cento, valore inferiore a quello registrato a dicembre 2014”

Il 30 Maggio 2016 è apparso su Il Sole 24 ore un articolo che proclamava l’esperto di sofferenze Bancarie il lavoro del 2016. “In un sistema zavorrato da 200 miliardi di sofferenze bancarie, si stanno facendo strada gli asset manager dei crediti deteriorati”!!!

 Cosa può fare il Pubblico per supportare i prestiti?

Gli interventi messi in campo sono riconducibili a tre tipologie:

  • in contributi in c/interessi, ossia l’impresa ottiene un finanziamento bancario e il supporto si sostanzia nel ridurre il costo degli interessi a carico delle imprese. Non si interviene nel rapporto banca-impresa. Il contributo è diretto a coprire una quota degli interessi. In alcuni Avvisi pubblici il contributo viene dato dietro dimostrazione di aver effettivamente pagato gli interessi e quindi è un rimborso, mentre in altri Avvisi è concesso un contributo corrispondente al valore attuale delle quote interessi che dovranno essere pagate;
  • fondi di garanzia, si interviene nel rapporto banca – impresa facendo da garante. In questo caso per il pubblico non si manifesta un’immediata uscita di denaro, perché il costo per la finanza pubblica nasce soltanto nel caso in cui l’impresa non onora il proprio debito e quindi c’è la necessità di attivare il fondo. Per i fondi di garanzia in Regione Basilicata e gestiti dalla finanziaria in house della Regione quest’ipotesi si è manifestata in meno del 6% dei casi
  • microcrediti, finanziamenti erogati direttamente dalla società finanziaria in house della Regione Basilicata. Ci si sostituisce all’istituto di credito.

 

Come è evidente l’utilizzo di ciascuno dei tre strumenti dipende dalla bancabilità dell’impresa beneficiaria. Nel primo caso l’impresa è un soggetto bancabile e il supporto si sostanzia nel ridurre il costo del finanziamento, nel secondo caso, l’impresa ha parametri comunque in linea con il sistema bancario ma non è in grado di disporre di tutte le garanzie necessarie per ottenere il prestito e quindi il Pubblico interviene a supporto, nel terzo caso, invece, il soggetto non è bancabile, è un’impresa che è considerata troppo rischiosa dal sistema bancario, e quindi il Pubblico interviene erogando direttamente il prestito.

Come funziona il microcredito?

I soggetti che sono considerati ammissibili ricevono alla firma del contratto l’intero importo del microcredito. Hanno sei mesi di tempo per realizzare le finalità indicate in progetto candidato e dal settimo mese in poi cominciano a restituire. Il debito si ammortizza in 54 rate mensili costanti senza interessi. Circa il 30% delle imprese finanziate (che ha cominciato a restituire il microcredito al netto delle revocate) ha evidenziato qualche difficoltà nella restituzione del credito, ma solo per il 7% (del totale di tutti i soggetti finanziati che hanno avviato la restituzione) questa difficoltà si è ad oggi trasformato in un incarico conferito ad un legale per il recupero.

Il successo di questo strumento si legge anche nella logica della fiducia, ossia in qualche modo il soggetto che riceve un microcredito sente che c’è qualcun altro che crede nell’iniziativa. E arriviamo all’ultima domanda: Perché l’impresa appare finanziabile per la Regione e non per le banche? Perché le logiche sono diverse. S’investe su un progetto e su un’idea e non sulle garanzie che un’impresa o potenziale impresa è in grado di dare. E’ importante però che il soggetto richiedente il microcredito non sia protestato e sia in regola con il pagamento dei contributi previdenziali, quindi in qualche modo sia “una brava persona”.