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Ma a maggio si vota anche a Potenza?

A Potenza il 26 marzo si vota per eleggere la nuova amministrazione comunale

C’è una grande assente in questa campagna elettorale lucana, e in generale nel dibattito pubblico locale degli ultimi mesi: la città di Potenza.

Non si tratta di qualche risposta generale e poco dettagliata che i candidati alla presidenza della Regione Basilicata si sono trovati a fornire sui problemi della città nel corso di confronti pubblici e interviste o affidandosi a qualche riga di dichiarazione.

Girando per la città, è molto facile imbattersi in cittadini che non hanno alcuna consapevolezza del fatto che il prossimo 26 maggio il capoluogo della Basilicata dovrà eleggere il nuovo sindaco e, quindi, confrontarsi con le proposte per il proprio futuro.

Nessuno ne parla, in pochi lo ricordano. Non ci sono candidati sindaco, non ci sono – neanche questa volta – visioni della città che dovrebbe essere.

Se si solleva la domanda in ambienti di partito o sigle, la risposta è la stessa qualunque sia il fronte: bisogna attendere l’esito delle elezioni regionali per individuare nomi, alleanze, convergenze, possibilità di riuscita. Il che, dal punto di vista degli addetti ai lavori, appare persino comprensibile: le candidature sono frutto di equilibri politici e, dunque, quella del sindaco di Potenza emergerà dagli equilibri in gioco in queste elezioni regionali.

Così, dal 25 marzo, quando il quadro sarà reso chiaro dall’esito delle urne, ci saranno ben 30 (!) giorni per individuare il candidato sindaco, costruire l’eventuale coalizione, redigere le liste e proporre un programma. A no, il programma no, non è poi così importante.

Ancora una volta Potenza sarà un fortino (sempre meno ricco, a dirla tutta) da conquistare. E a perdere, chiunque vinca, rischia di essere la città.