in evidenza Politica Sottani

La data che tutti (o quasi) vogliono per andare a votare

Il palazzo del Consiglio regionale della Basilicata

A margine del tavolo con cui la Regione Basilicata e le Prefetture di Potenza e Matera hanno siglato un protocollo di intesa per gestire al meglio la macchina elettorale del prossimo appuntamento con le urne, è emersa con parecchia evidenza la questione di opportunità.

È opportuno che le elezioni regionali si svolgano il 20 gennaio, cioè il giorno successivo alla grande manifestazione di apertura dell’anno di Matera Capitale Europea della Cultura 2019? Perché di opportunità si tratta.

La data che tutti vogliono e che ormai, citando tutte le fonti giornalistiche locali, sembra molto probabile – il 20 gennaio – è quella politicamente più conveniente.

Allungare i termini della consultazione elettorale permette a più o meno tutte le coalizioni di organizzarsi, capire, decidere. Al momento solo il M5S ha indicato il nome del proprio candidato presidente. Su tutti gli altri fronti si inseguono solo voci, sondaggi, ipotesi. Spostare il più lontano possibile la data delle elezioni – e il 20 gennaio è l’ultima data utile – significa guadagnare tempo per chiudere gli schemi interni, soprattutto nel centrosinistra, oggettivamente l’area che ha bisogno più delle altre di ripensare al modello della propria proposta.

Tutta politica è anche l’altra motivazione: elezioni al 20 gennaio significa che – a chiunque toccherà, e al momento le valutazioni sui risultati possibili sono tutte in divenire – non ci sarà un nuovo presidente a cui consegnare l’onore del taglio del nastro di Matera 2019.

Il punto, dunque, è l’opportunità.

Se il compito della politica è la tutela dell’interesse collettivo, la valutazione nella scelta della data delle elezioni non può non tenere conto di condizioni che appaiono persino di semplice buonsenso.

Il 19 gennaio a Matera ci saranno le più alte cariche dello Stato e dell’Unione Europea, oltre a una folla immensa di cittadini e turisti. Il dispiego di forze dell’ordine sarà necessariamente elevatissimo. Nel frattempo, contemporaneamente, sempre alle forze dell’ordine spetterebbe il compito di organizzare, allestire e controllare i seggi. Senza aggiungere le difficoltà logistiche per garantire l’accesso per i disabili e la mobilità cittadina, o le strade da chiudere per motivi di sicurezza, o le aree di accoglienza.

La macchina organizzativa sarebbe sicuramente pronta. Ma davvero è giusto sfidarla?