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Divisi su Capodanno, uniti nel lamento

Il Capodanno della Rai (e anche quello di Mediaset) da anni non vale più nulla. Non ci sono più i soldi degli sponsor, della cassa e della pubblicità per portare personaggi importanti e dunque si ripiega su star in disarmo che si offrono fugacemente in playback.

Per questo quelle che erano le mete del passato (città termali, sedi di casino, grandi attrattori turistici che erano in grado di mettere i soldi delle sponsorizzazioni) si sono defilate. Anche perché il nome lo avevano già, dei turisti mordi e fuggi del 31 dicembre francamente ne potevano fare a meno e l’offerta locale per giovani e meno giovani era ed è addirittura più interessante (senza playback). E non c’era da gestire il mondo Rai che chi lo conosce lo evita accuratamente.

Il veglione tv è dunque nel Paese destinato all’oblio, alla pratica da fare, così come si fa la fila alle poste per pagare una bolletta in bianco che non è stato possibile pagare on line. tant’è che non c’è traccia di recensioni di qualche valore ma solo delle polemiche che il carrozzone di starlette e contorni si porta dietro.

Arrivederci e grazie.

Non in Basilicata dove la trasmissione Rai diventa occasione per discussioni dal profondo contenuto storico, politico ed economico. Irreali.

Carmelo Bene avrebbe avuto belle parole per questo scenario umanoide.

L’anno scorso il veglione live è stato trasmesso da Matera (con annesso trucco dell’orario…), quest’anno dovrebbe emigrare a Potenza (ma tanto nevicherà…..).

I materani si sentono scippati, i potentini gratificati: paga la Regione.

Tanto basta per ridestare, da una parte e dall’altra, il peggio del campanilismo messo in campo dal peggio del ceto pseudointellettuale, da raccattatori di voto di scambio e variegato ciarpame umano.

Quella trasmissione non serve a nessuno: non serve a Matera, che il suo successo bello e forte lo ha senza bisogno di far inutili esegesi il 31 dicembre, non serve a Potenza che non risolverà nessuno dei suoi problemi.

Nella discussione c’è finito di tutto: ospedali, ferrovie, posti in giunta e consiglio, lunghezza e grandezza degli organi sessuali, temperature, progenie, baroni e baronetti.

Si distinguono i polemisti, gli storici della domenica mattina (che raccontano la parte della storia che serve a tenere alto il volo pindarico prima dello schianto!), i blogger, gli imprenditori con i soldi di Pantalone e naturalmente i politici (quelli trombati in prima fila).

Ma a che serve?

Se una discussione, magari informata e serie, ci sarebbe da fare una volta per tutta è quella della distribuzione delle funzioni sul territorio. Funzioni, non uffici e bandierine.

Quello serve alla Basilicata per alimentare la sua speranza di vita, non il duello a Garaguso tra i campioni dei due capoluoghi per stabilire il “migliore”.

Che si tenga il Capodanno la Rai, abbia il coraggio di farlo in una grande piazza con centomila persone. Trovi i soldi per portare una grande star (senza playback): faccia un evento mondiale come ha dimostrato tante volte di saper fare.

Questo servirebbe per aspettare il nuovo anno facendo della buona televisione.

A me pare francamente patetico allestire a Matera o Potenza uno spettacolo provincialotto con quattro starlette che non si fila più nessuno. Ancor più patetico che ci possa mettere i soldi la Regione e ancor più patetico, se possibile, che qualcuno batta le mani.

Personalmente – da potentino emigrante – sarei danneggiato dal Capodanno a Potenza: non potrò sbafare come da consolidata tradizione a spese del fratello, la cui magione si trova nell’area che verosimilmente sarà intasata dal traffico indotto dallo spettacolo e dovrò di converso ospitarlo. E stesso che mi trovo ospiterò anche amici, amici di amici e naturalmente una folta delegazione di amici materani verso i quali mostro solidarietà vera.

E io pago….. (e se mandassi una fatturina a via Verrastro?)