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Diario di viaggio in Lucania | La Basilicata nei libri #2

La fiumara

Viaggio in BasilicataAncora un viaggio, ancora un tour scanzonato e sincero nella Basilicata di metà Ottocento.

A compierlo, e poi a metterlo nero su bianco, come da tradizione per l’epoca, un giovane scrittore, Edward Lear, che in Gran Bretagna si è conquistato fama e onori bibliografici con i limericks, filastrocche ironiche.

Andando alla scoperta di questa porzione del Regno di Napoli, in viaggio con l’amico John Proby, Lear scopre paesaggi incantevoli, conosce personaggi poco rassicuranti, mangia cibo buono e verifica in prima persona le difficoltà dello spostamento lungo la viabilità lucana.

Il libretto merita una lettura soprattutto per i ritratti ironici e talvolta irriverenti delle famiglie benestanti che lo ospitano tappa dopo tappa: un condensato gustoso di vezzi e abitudini.

Tra le citazioni che vi proponiamo, un paio faranno sorridere per la sensazione che il tempo – il diario di viaggio risale al 1847 – si sia quasi fermato.

Viaggio in Basilicata (1847) di Edward Lear, Osanna Edizioni

Buona lettura!

 

Per una simile traversata è difficile trovare compagnia

«Lunghe ricerche e pressante opera di convincimento hanno dato come risultato un vecchio mezzo scemo ed un mulo in grado di trasportare i nostri non molti bagagli.»

Le strade, ah, le strade!

«Il nostro destino circa il modo di raggiungere Melfi ci è stato subito chiaro: non esiste strada carrozzabile e nessuna carrozza che parta da Sant’Angelo.»

I paesaggi attorno al Vulture, che meraviglia!

«(…) non è facile trovare tanti elementi suggestivi in uno spazio così limitato; nemmeno in Italia.»

La nomea di Potenza, già allora

«(…) abbiamo ripreso il viaggio per Potenza, attuale capoluogo della provincia, ma città così brutta per forma, dettagli e posizione, che si è quasi tentati di evitarla.»