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Lucia Lo Piano, stylist in Paris

Non sognare, insegui i tuoi sogni e fanne la tua vita“.

IMG_8728È da questo concetto, divenimagetato uno stile di vita, che ha inizio la storia di Lucia Lo Piano, una giovane
lucana, che già da bambina si divertiva a giocare con la sua passione, la creatività.

Ha iniziato così, questa 34enne potentina, sognando di fare la stilista, prima creando abiti per le Barbie, poi, affermandosi nella capitale della moda, a Parigi, tra poco con un marchio tutto suo.

È lei a condurci alla scoperta del design legato al mondo della moda. Un mondo in cui la passione e la creatività da sole non bastano per emergere, sono soprattutto le competenze a fare la differenza.

 I suoi studi, prima presso l’istituto d’arte con la specializzazione nella sezione del tessile, poi l’Accademia di Belle Arti a Viterbo, le hanno permesso di sviluppare il suo talento, insegnandole quella particolare curiosità e sensibilità nell’osservazione del mondo.

Ha iniziato presentando una sua collezione all’Alta moda di Roma, la cui ispirazione era il bouganville, un rampicante ornamentale dai colori decisi che rimandano al significato della passione. Da lì diversi stage come costumista, prima presso l’azienda italiana di abbigliamento e tessuti, la Miroglio che ha lanciato il marchio Elena Mirò, poi per la nota fiction di Mediaset “Elisa di Rivombrosa”.

La sua esperienza come cIMG_8718ostumista teatrale in Turchia ed in Egitto le ha consentito di sviluppare una specializzazione sui tessuti etnici, un passepartout per Parigi e per Caran, piccola casa di moda di cui è stata socia. Un percorso iniziato per caso, forse per un gioco del destino, che l’ha vista image3protagonista nella creazione di una collezione ispirata alla tenacia della donna africana.

Un progetto creativo che ha coniugato la competenza dei materiali e delle tecniche di produzione tessile e la capacità di interpretare atmosfere, colori ed emozioni del popolo africano. Il tessuto in cotone, il “wax”, per esempio, prima di diventare un abito, già da solo, con i suoi tanti motivi, è portatore di storie e di tradizioni.

Perché la funzione di un capo di abbigliamento non è solo di copertura del corpo, ma anche e soprattutto comunicazione del sè, del proprio stato d’animo e di una propria identità, in risposta ad esigenze sia estetiche che sociali.

 

E questo un designer della moda deve saperlo, deve essere attento, sensibile e capace di rispondere a tali esigenze, rielaborandole in un tessuto, in un abito, che si adatti alle forme del corpo. Un fashion designer, come uno scrittore, progetta e racconta una storia, attraverso i tessuti, i colori e le forme.

In una collezione, come in una sceneggiatura, si può leggere la storia di molti, si può trovare la propria. In tanti dei suoi abiti, ritroviamo la storia di Lucia, la storia di un sogno che è diventato una splendida realtà.

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