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Demonizzare la ricchezza, impoverire il merito

Le imprese di costruzioni, che, secondo i dati di Unioncamere – Infocamere relativi al 2013 diffusi da Movimprese, pesano per il 12% sul totale delle imprese lucane, in Basilicata hanno subito una contrazione del 3,45% (differenza tra iscritte e cessate sul totale delle imprese a fine periodo), 480 cancellazioni a fronte di 229 nuove iscrizioni. Non solo. Le imprese del settore hanno subito una forte contrazione di dipendenti negli ultimi 4-5 anni, che richiederà un grande impegno recuperare.
A cosa è dovuto? Sicuramente al patto di stabilità. Molto delle imprese lucane, infatti, lavorano per la pubblica amministrazione e non essere pagate non aiuta a prosperare. L’indebolimento di tutte le imprese di costruzioni e dell’indotto, delle imprese dei beni di lusso è anche stato il frutto di una cultura della criminalizzazione della ricchezza: chi è ricco è sicuramente un imbroglione, sicuramente è un privilegiato e quindi deve espiare questa sua colpa.

Tassiamo all’infinito tutti i consumi, i beni di lusso, la seconda casa, in virtù di una sobrietà che è difficile da capire. La sobrietà deve essere un punto centrale nell’utilizzo dei beni della comunità, nei beni pubblici, non per chi spende i propri soldi, su cui ha già pagato le imposte.
Demonizzare la ricchezza significa anche demonizzare il successo. E poi ci lamentiamo che i giovani non si impegnano per sviluppare le proprie potenzialità! Non pensano più a cosa farà da grande. Forse non glielo chiediamo neanche più! Stiamo iniettando nei giovani un veleno pericolosissimo: il non credere nella meritocrazia.

Il non credere nella meritocrazia porta a non impegnarsi a migliorare, a sfruttare le proprie potenzialità, a immaginare come cambiare la propria vita e quella degli altri, a dominare il proprio futuro. Tanto non serve a nulla! Cambiamo il modo di raccontare il mondo.

Ai bambini raccontiamo favole in cui orchi e fati, sortilegi e magie risolvono o distruggono il corso della vita. Quindi un mondo in cui non serve essere bravi, intelligenti, preparati, perché tanto non dipende da noi se avremo una vita felice o infelice.

Il punto di vista dovrebbe essere: chi è ricco è una persona in gamba, intelligente, creativo e la ricchezza deriva dal riconoscimento delle capacità che ha dimostrato, del successo che hanno ottenuto! Se ti impegni e fai del tuo meglio, il mondo riconoscerà quanto sei bravo.