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Uno sguardo sulle imprese attive E per crearne di nuove?

Se sono i giovani a creare imprese

Dall’analisi dei dati forniti da Infocamere emerge una crescita delle imprese attive negli ultimi due anni in Basilicata (2016 – 2017).

Mentre crescono le imprese manifatturiere, le imprese di alloggio e ristorazione e le imprese collegate alle attività ricreative, diminuiscono le imprese di costruzione.

Una precisazione è doverosa: le imprese attive non sono le imprese iscritte, ma le imprese che effettivamente operano.

Diamo un’occhiata a che cosa è accaduto negli ultimi dieci anni in Basilicata in termini di creazione di impresa. In particolare analizziamo come indicatore le variazioni rispetto all’anno precedente del numero di imprese attive.

Rispetto alle altre regioni del Mezzogiorno, scelte come benchmark, la Basilicata comincia con un anno di ritardo la ripresa e non manifesta la ripresa avuta dalla Campania.

Questo è un periodo molto ricco dal punto di vista delle agevolazioni per la creazione di attività imprenditoriali. Oltre all’Avviso della Regione Basilicata “Start and Go”, cui si potrà candidare la propria iniziativa fino al prossimo 15 marzo, è particolarmente ricca l’offerta nazionale di strumenti agevolativi. “Smart e Start” per le start up innovative (11 al momento finanziate in Basilicata, su 807), “Cultura Crea” per le nascita di nuove iniziative nell’industria culturale e turistica (7 in Basilicata su 120), “imprese a tasso zero” per le attività manifatturiere, di servizi e commerciali che richiedono un investimento fino a 1,5 milioni di euro (4 progetti finanziati in Basilicata su un totale di 378), fino ad arrivare alla new entry “Resto al Sud” per i giovani del sud (la presentazione delle domande è partita lo scorso 15 gennaio, ma in Basilicata non ci sono ancora banche convenzionate).

A questo punto creare un’iniziativa imprenditoriale sembra essere una scelta facile facile.

Ma è davvero così?

Quando si nasce in una realtà dove le piccole imprese sono numerose, dove in ogni famiglia c’è un piccolo imprenditore, dove il vicino di casa ha una propria impresa, probabilmente fare impresa non sarà così difficile: si ha maggiore familiarità con lo strumento.

Quando non si verifica questa condizione, come può funzionare?

Se non lo siete, immaginate di essere un diciottenne e immaginate di avere, a vostro parer, un’idea imprenditoriale eccezionale. Cosa fare? A chi rivolgersi per capire se è davvero così eccezionale? Come essere aiutati a scegliere lo strumento agevolativo più idoneo?

Naturalmente ogni strumento agevolativo ha il proprio sistema di informazione, ma questa fase è già troppo avanzata per il nostro diciottenne. Il nostro aspirante imprenditore ha bisogno di raccontare a qualcuno la propria idea, di essere guidato a capire come ci si autovaluta. L’ultimo passaggio sarà trovare i finanziatori più idonei e il consulente per essere aiutati a preparare il business plan.

Al fine di rendere concreta la possibilità di sviluppare la propria idea imprenditoriale è necessario un servizio di orientamento, che possa guidare.

In passato (circa vent’anni fa) di grande utilità fu il servizio di accompagnamento alla progettazione, offerta dall’allora IG Spa, con il supporto di IG lucana in Basilicata, oppure le simulazioni di impresa, offerta per gli studenti dell’ultimo anno di scuola superiore da IG students.

Sarebbe una buona idea riprendere dal passato qualche iniziativa positiva e, migliorandola, offrire un nuovo servizio di guida.