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C’è una luce in fondo al tunnel?

Il quadro che emerge dall’ultimo rapporto dell’Unioncamere sull’economia lucana nel 2013 non si discosta molto da quello del 2012. Rispetto al 2005, il PIL regionale è diminuito del 3,2% in termini reali, i consumi delle famiglie hanno segnato un calo del 3%, gli investimenti fissi lordi hanno ceduto un 8,9% a fronte del -4,7% nel resto del Paese, le esportazioni sono diminuite del 12,4% . Del resto “non vi è traccia dei pur deboli segnali di ripresa che iniziano timidamente ad affacciarsi nell’industria italiana”.

La nuova direttiva comunitaria relativa alle regole comuni per i fondi strutturali (fondi SIE), Regolamento UE n. 1303/2013, ribadisce nelle premesse che conformemente alle conclusioni del Consiglio europeo del 17 luglio 2010, “l’Unione e gli Stati membri dovrebbero adoperarsi per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva”. Verrebbe da dire che pure “stupida”, purché si cominci finalmente a parlare di crescita.

Le PMI innovative hanno incrementi di fatturato superiori. Bene. Interessante. Ma che vuol dire? Le azienda che migliorarono i processi, che investono in R & S, che ideano nuovi prodotti crescono di più delle imprese che non lo fanno? Ma la ricerca ha paragonato imprese dello stesso settore con sede nelle stesse aree? Altrimenti si sta parlando di aria fritta. Si continuano a dire banalità, a trovare ciò che si è deciso di cercare, senza rompere gli schemi.

E se si prova a ragionare in altri termini? Cosa serve alle imprese per uscire da questo periodo critico?

Primo punto del ragionamento: NON DATI MA ANALISI.

In Basilicata ci sono poche imprese rispetto a quelle presenti in altre regioni, una volta nella vita si può trasformare in un vantaggio. L’analisi diventa possibile.

E a qualcuno non venga in mente di liquidare tutto con un questionario alle imprese del tipo: “Cosa ti serve?” Risposta 1) regole snelle, Risposta 2) contributi alle imprese veloci; Risposta 3) meno tasse e lavoratori gratis.

Secondo punto del ragionamento: RAGIONARE CON RISORSE SCARSE

Le risorse finanziarie a disposizione delle imprese sono poche. Le banche non finanziano. Secondo l’ultimo rapporto della Banca d’Italia nel 2013, Economie Regionali. L’economia della Basilicata Giugno 2014, “Tenendo conto non solo dei prestiti bancari, ma anche di quelli delle società finanziarie, il credito complessivo erogato al settore produttivo è diminuito del 2,4 per cento nei dodici mesi terminanti a dicembre 2013, accentuando il calo registrato nel 2012”. Le risorse della nuova programmazione comunitaria, l’esperienza ci insegna che non saranno disponibile prima del 2016.

Terzo punto del ragionamento: E’ IL MOMENTO DI METTERE IN MOTO IL CERVELLO.

Le buone idee non necessariamente hanno un costo elevato. Non si uscirà dalla crisi, riportando il mondo al periodo pre crisi.