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“Borgo commerciale”: una provocazione?

La gente non esce più, non spende più, non va più al ristorante. Ho visto l’affresco dell’Ultima cena con solo otto apostoli a tavola. Per risparmiare, Gesù gli altri quattro non li ha invitati proprio” Alessandro Siani, L’Italia abusiva, 2013 Arnaldo Mondadori Editore S.p.A., Milano

La gente non spende più. Quante attività commerciali ci sono in Basilicata? Ci sono 7.330 unità locali che si occupano di commercio al dettaglio, rappresentano il 20,88% sul totale delle unità locali presenti nella regione.

Certo è suggestivo l’ambulante che conosce i nomi dei clienti e li chiama man mano che si avvicina alle loro case, ma come è cambiata nel tempo la vendita al dettaglio?

Probabilmente i negozi devono essere ripensati. Si continua ad immaginare che bastino un piccolo spazio e due scaffali per avviare un’attività commerciale. Ci vuole molto di più.

Probabilmente il piccolo negozio da solo non può farcela. La commessa che parla al cellulare, che continua a fare il gioco sui social o a rispondere ai messaggi non è più tollerabile. Il cliente ha bisogni ed esigenze che, non solo sono cambiati, ma che è abituato a vedere soddisfatti. La pubblicità l’ha convinto di essere al centro dell’universo e vuole restarci. Non basta un’attenta analisi dei bisogni, ma serve essere attrezzati alla soddisfazione immediata delle singole esigenze. Siamo nell’era delle personalizzazioni di massa.

Cosa fare? Forse anche nelle attività commerciali sono indispensabili le reti di impresa. Ognuno resta nella propria dimensione e nell’assoluta titolarità della propria attività ma si può lavorare insieme per ridurre le superfici necessarie, condividere immagine e politiche di marketing, ridurre i costi.

Certamente se i commercianti non si adegueranno il commercio on line la farà da padrone. Sembra che le carte prepagate stiano facendo superare anche gli iniziali timori per la sicurezza informatica dei dati. E’ solo una questione di tempo.

Perché oltre agli alberghi diffusi, ai borghi albergo non pensiamo ai “borghi commerciali”? Rivitalizzare i centri storici immaginando dei centri commerciali non chiusi in capannoni anonimi, ma più vicini alla magia dell’Italia.

Mostre, gallerie, negozi, uffici. L’importante è rispettare la bellezza dei luoghi, le forme architettoniche originarie con ristrutturazioni rispettose.

E’ una provocazione troppo ardita?