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Bonus Giovani, basta la decontribuzione per creare lavoro?

Alla ricerca di lavoro

Accendiamo i riflettori sullo strumento, Bonus Giovani, presente nella Legge di bilancio 2018, attualmente in seconda lettura alla Camera.

In cosa consiste?

Si può utilizzare a partire dal 01 gennaio 2018 e consente agli imprenditori, che non abbiano effettuato licenziamenti nei sei mesi precedenti, di assumere giovani (fino a 35 anni nel 2018 e fino a 29 nel 2019) con contratti a tempo indeterminato, ottenendo uno sgravio contributivo del 50%. La decontribuzione è elevabile al 100% nel caso di assunzione (entro 6 mesi dall’acquisizione del titolo di studio) di giovani che abbiano svolto presso il medesimo datore di lavoro attività di alternanza scuola lavoro o periodi di apprendistato.

Nella medesima legge di bilancio, si prevede la possibilità, per i Programmi Operativi Nazionali cofinanziati dal Fondo sociale europeo e per i Programmi Operativi Complementari (nell’ambito specifici obiettivi previsti dalla relativa programmazione), di estendere il beneficio della riduzione al 100% dei contributi nel caso di assunzioni di giovani delle regioni meridionali, tra cui naturalmente la Basilicata.

È la soluzione?

Nel Mezzogiorno nel 2016 il tasso di disoccupazione nella fascia di età tra i 15 e i 29 anni è pari al 42,8%, 34,2% in Basilicata.

Tasso di disoccupazione 2016

Grafico sul tasso di disoccupazione al 2016

Il Bonus Giovani potrebbe aiutare effettivamente le imprese o indurle ad assumere? L’opinione del mondo delle imprese è positiva: sono considerati strumenti che possono aiutare, nonostante da soli non sufficienti a risolvere le difficoltà delle imprese. E’ costoso per le imprese formare un neo diplomato o un neolaureato senza precedenti esperienze lavorative. Strumenti quali tirocini, stage, alternanza scuola – lavoro danno la possibilità di cominciare a conoscere e selezionare i giovani e consentono soprattutto di cominciare a prepararli. L’introduzione di un bonus che riduce il peso degli oneri previdenziali permette di completare il programma formativo senza gravare esclusivamente sull’impresa.

Il Rapporto Svimez 2017 sull’Economia del Mezzogiorno (Roma, 7 novembre 2017) conferma l’efficacia degli strumenti di decontribuzione sulla ripresa dell’occupazione. “Le imprese hanno assunto con contratti a tutele crescenti, beneficiando della decontribuzione, ma lo hanno fatto attraverso contratti part time”, determinando quindi l’aumento dei lavoratori a bassa contribuzione. Il Mezzogiorno resta, però, sotto il livello del 2008 ancora di circa 380 mila unità e, nel caso di giovani, di oltre un milione e 900 mila occupati.

Visto che il sistema delle imprese lucane difficilmente sarà, nonostante gli incentivi, in grado di assorbire tutti i potenziali lavoratori, a meno di produttive attrazione di investimenti, forse i giovani lucani dovrebbero cominciare a guardare oltre.