17 novembre BasilicataShire

Berlinguer & Grima, i lucani sanno distinguere

La Basilicata è una terra accogliente. Non c’è “forestiero” che non si trovi a casa sua.

E anche quelli che sembrano – e sono – ambienti chiusi, in definitiva lo sono meno che in altri posti.

L’ospitalità è nell’indole dei lucani: aspettarsi che lo straniero sia un po’ superiore è un adagio distintivo plasmato nei secoli dalle frequentazioni – involontarie – di molti e vari popoli vagabondi che molto hanno preso ma anche tanto hanno lasciato.

Per questo, in un certo senso, i lucani sanno distinguere. Ci mettono un po’, ma pesano.

Bisogna leggere allora due interviste, entrambe pubblicate sul Quotidiano, a Joseph Grima, direttore artistico di Matera 2019, e Aldo Berlinguer, assessore regionale alle infrastrutture.

Berlinguer è stato paracadutato da Sassari a Potenza. Il governatore Marcello Pittella lo ha scelto per una giunta fatta tutta da tecnici non lucani: operazione tattica per rinviare i conti con la politica lucana, soprattutto con il suo (?) partito, il Pd, lacerato dalle primarie che lo hanno portato alla candidatura senza però raggiungere la maggioranza assoluta dei voti.

Spiega Aldo Berlinguer (secondo da destra nella foto di Tony Vece) a Lucia Serino riferendosi al modello della giunta tecnica fatta da esterni (al consiglio regionale e alla Basilicata)

Un modello che dovrebbe essere guardato con attenzione, specie dalle tante realtà locali, a basso contenuto demografico, caratterizzate dalla cd “filiera corta”, cioè da stretti legami relazionali, parentali, amicali tra persone, che spesso inibiscono scelte decise e concrete a tutela dell’interesse generale.

Si potrebbe facilmente ironizzare sulla filiera corta e gli “stretti legami relazionali, parentali” di cui parla Berlinguer consigliandogli di guardarsi bene intorno.

Ma non è questo il punto.

Alla Basilicata non serve l’analisi sociologica (ci hanno pensato, e meglio, altri), né la difesa d’ufficio della giunta tecnica (varata dopo elezioni largamente vinte da una coalizione), serve o servirebbe un governo che non è l’elenco di buone intenzioni enunciate in testa all’intervista da Berlinguer che sono atti burocratici (e ci mancherebbe che non si fosse proceduto!) mentre “tutte riforme complesse che abbiamo elaborato in questi mesi” afferma “a breve le porteremo nei competenti Organi esecutivi e consiliari”.

E quel “breve” che dimostra che non c’è  la rottura con il passato che Berlinguer stesso descrive capace di inibire “scelte decise e concrete”.

Quindi, di cosa parla l’assessore Berlinguer? In cosa si è concretizzata “quella dose di professionalità, intesa come competenza tecnica, e di libertà da condizionamenti di “filiera corta”, che altrimenti rischiano di paralizzare il sistema”? Nel ricordarci che il bar della Regione è molto frequentato dai dipendenti e che ci sono problemi di efficienza ed efficacia?

Un po’ poco per costringere questo fine intellettuale a continue trasferte tra la sua residenza e gli uffici di Potenza.

L’altra intervista da leggere è quella, sempre sul Quotidiano, di Mariateresa Labanca a Joseph Grima, direttore artistico di Matera 2019.

Grima ci comunica che “la città va vista come un sistema complesso“, “non bisogna cadere nella trappola del pensare che i momenti di stasi siano peculiari“, “La frugalità della Basilicata si adatta bene alla tendenza dell’imparare dalle filosofie open source“.

Non si sapeva fino all’intervista di Grima che le città vanno viste come un sistema complesso. E’ una novità di rilievo planetario.

Tra “i momeMatera_2019___Capitale_europea_della_cultura_-_Città_candidata_-_Matera_2019___Capitale_europea_della_cultura____Città_candidatanti di stasi” segnaliamo a Joseph Grima e all’ultraqualificato e importante webteam del sito di Matera 2019 che sul menzionato sito stazionano notizie vecchie e annunci del passato.

Ma per ora impariamo dalle filosofie open source.