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Il silenzio elettorale, oggi

Ci sono alcune regole legate all’appuntamento elettorale che erano state pensate con un preciso e importante ruolo di tutela della libertà del voto.

Oggi, in una società profondamente cambiata nelle abitudini e negli strumenti, alcune di quelle regole appaiono superate e, spesso, incoerenti.

Quella su cui da tempo ormai ci si interroga puntualmente a ogni appuntamento elettorale è dedicata al silenzio elettorale nel giorno che precede il voto.

Tecnicamente, «viene sospesa ogni forma di propaganda elettorale.» Ma pensare di silenziare la campagna elettorale – il dibattito politico non è, del resto, ormai una campagna elettorale perenne? – sulle piattaforme online che popoliamo delle nostre vite è praticamente impossibile.

Nella giornata che precede il voto, c’è il divieto di comizi, riunioni di propaganda elettorale diretta in luoghi pubblici o aperti al pubblico, affissione di stampati, di giornali murali o altri, e di manifesti di propaganda elettorale, trasmissioni radio-televisive di propaganda elettorale.

Nel giorno della votazione è vietata qualsiasi forma di propaganda elettorale nel raggio di duecento metri dall’ingresso dei seggi (come dice l’art. 9 della legge n° 212/56, poi modificato dall’art. 8 della legge 130/1975).

Ma whatsapp è a portata di tasca nello smartphone!

Ci sono altre regole e abitudini ancora normate che, a pensarci oggi, viene quasi da sorridere.

Basta scorrere i verbali delle riunioni organizzative che i vari rappresentanti delle liste hanno ratificato al via della campagna elettorale per scoprire, se ce ne fosse bisogno, che le nostre abitudini e le pratiche quotidiane del nostro vivere civile sono molto diverse da quelle normate dalla prassi elettorale.

Per esempio, «durante il periodo di propaganda elettorale, l’esposizione dei giornali quotidiani o di altri periodici è consentita solo nelle bacheche poste in luogo pubblico e regolarmente autorizzate.»

Inoltre «è vietata qualsiasi forma di propaganda luminosa sia a carattere fisso che mobile».

In realtà è vietato anche il lancio o il getto, in luogo pubblico o aperto al pubblico, di volantini di propaganda. Come quelli che qualche decennio fa rincorrevamo in spiaggia e scambiavamo come figurine.