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La vecchia Lucania | La Basilicata nei libri #3

Uno scorcio del Pollino, tra Basilicata e Calabria

Il diario di Norman Douglas Una nuova testimonianza del viaggio nella memoria e nella Basilicata ce la offre Norman Douglas in Old Calabria, opera ispiratrice dell’omonimo parco letterario.

Norman Douglas ci racconta l’Italia meridionale, e quindi anche la Basilicata, come gli apparve nei suoi viaggi dal 1907 al 1911.

Questo resoconto, dunque, ha più di un secolo. Ci riporta indietro nel tempo e, senza il rigore di un’opera storica, ci fa rivivere le atmosfere, rivedere i luoghi, sentire i rumori e gli odori passati. Abbiamo selezionato due citazioni indicative del paesaggio lucano che si trovò davanti.

 

Venosa, un sollievo in compagnia di gente grave e contegnosa

«Dopo il frastuono delle province napoletane, ove le chiacchiere sostituiscono il pensiero, è un sollievo ritrovarsi in compagnia di questa gente grave e contegnosa, che discorre in sostanza, come gli scozzesi, in modo disinteressato e impersonale. L’atteggiamento di costoro verso i temi religiosi mi colpisce per una sua peculiarità oraziana: non è uno scetticismo attivo, ma piuttosto una blanda tolleranza o, come segnalava una di loro, un indifferentismo, cioè sottomissione ad atti rituali e a tutti gli altri usi (quali che possano essere) consacrati dal tempo.» p. 47-48

«Un sudiciume tranquillo, non volgare o caotico, ma che attesta una trascuratezza antica, uno sprezzo feudale della pulizia.» p. 49

«Qui a Venosa il vino è buono – eccellente in effetti – ma il cibo è monotono e scarso.» p. 61

Terranova del Pollino, un paesetto con istinto sociale e un certo senso di raffinatezza

«Le porte sono divise in due ma non nel senso verticale come le nostre, ma in quelle orizzontale. La parte superiore resta di solito aperta, così che la massaia seduta all’interno ha aria e luce e la possibilità di chiacchierare con la vicina dall’altra parte della via; la parte inferiore è chiusa, per impedire ai maiali di entrare in casa durante il giorno (di notte ci vanno a dormire). È un sistema che dimostra il loro istinto sociale e un certo senso di raffinatezza.» p. 223