17 novembre Economix

La Basilicata ha bisogno di un aeroporto?

La Basilicata ha davvero bisogno di un aeroporto?

La penultima volta (poi vediamo l’ultima e più attuale) che il dibattito sull’aeroporto si è aperto (e chiuso inconcludentemente) è stato quando Tanino Fierro, sindaco di Potenza al terzo mandato, quindi tra il 1999 e il 2004, ridiede fiato all’antica velleità di Potenza di avere uno scalo aereo ai Piani del Mattino (dove tra le opere realizzate negli anni ’70, appunto per costruire un aeroporto, pascolano beate le pecore).

Non se ne fece niente. Però si discusse molto. E oltre Potenza, si fecero avanti Pisticci e Matera con la pista Mattei su cui il Consorzio per lo sviluppo industriale pianificò una serie di investimenti per l’adeguamento delle strutture e l’allungamento della pista (per consentire l’atterraggio degli aerei del medio raggio, tipo Boeing 737 e Airnus 320), ma anche la val d’Agri con l’aviosuperficie di Grumento (che ha ospitato veivoli per la lotta agli incendi boschivi) e, in qualche misura il Melfese con l’aviosuperficie di Lavello.

Non uno, ma quattro potenziali aeroporti. Per fare cosa? Per far volare i lucani?

I lucani, per la verità, si sono organizzati da tempo. E si sono adattati.

Gran parte della provincia di Potenza gode delle possibilità offerte dallo scalo di Napoli Capodichino: 60 destinazioni (49 estere, tra cui New York, e 11 italiane) e 50 mete charter.

La provincia di Matera ha volto il suo sguardo all’aeroporto di Bari che ugualmente offre numerose destinazioni in Italia e all’estero.

Il Melfese ha il vantaggio di poter scegliere tra i due aeroporti.

Il Potentino ha inoltre beneficiato dell’Alta Velocità ferroviaria Salerno-Milano (Frecciarossa e Italo) che già eccellente per raggiungere Roma, sulla destinazione Milano è diventata molto competitiva sia in termini di tempo di percorrenza complessivo, sia di prezzo, sia, non ultimo, di qualità del servizio.

E dunque ai lucani per spostarsi serve un aeroporto?

Rebus sic stantibus,  no.

Perché? Perché ovunque fosse la pista potrebbe servizi solo una parte del territorio (se un miracolo della tecnica rendesse Possibile Piani del Mattino a Potenza, il materano continuerebbe a utilizzare Bari, così come la Val d’Agri e il Lagonegrese Napoli e il Melfese sarebbe certamente agnostico potendo avere la sua bella terza scelta; se fosse Pisticci anche Matera potrebbe non averlo di riferimento, figurarsi Potenza, il lagonegrese e il Melfese).

Ancora più marginali sarebbero le eventuali localizzazioni di Lavello (a pochi chilometri dal non-aeroporto di Foggia) e di Grumento Nova.

Quindi, per i loro spostamenti i lucani non avrebbero bisogno di un aeroporto sotto casa per spostarsi.

Servirebbe, invece, poter raggiungere questi tre hub (Napoli Capodichino, Bari Palese, e la stazione Av di Salerno) con maggiore facilità e minori costi rispetto al trasporto privato che attualmente è la modalità più comoda.

Per esempio, invece, di buttare i soldi nelle casse di Trenitalia per un servizio tra Potenza-Salerno (Alta Velocità)-Napoli Capodichino che richiama i tempi di percorrenza (e la scomodità) delle diligenze, la Regione Basilicata potrebbe finanziare una linea rapida di autobus sulla stessa direttrice con frequenze europee, per usare un termine tanto amato dalla politica lucana. Cioè un autobus ogni ora 24 ore su 24 . E analogamente tra Matera e Bari Palese.

E’ dunque risolta la questione aerea lucana? No, non è risolta.

Se i lucani per i loro spostamenti si sono adattati, il problema resta per coloro che la Basilicata vorrebbero come meta di vacanze e turismo.

Cioè per esempio io cittadino londinese voglio fare un fine settimana nella splendida Matera come posso fare senza dovere fare un mutuo?

E dal lato dell’offerta, io albergatore materano come posso vedere si riempire decentemente tutto l’anno le mie belle camere vista Sassi?

Questo è il vero nodo: inserire la Basilicata nel nuovo mondo delle vacanze europee del terzo millennio.

Cioè soggiorni brevi, viaggi “punto-punto” weekend, microvacanze sparse per tutto l’anno.

Peraltro è quello che noi stessi facciamo indotti soprattutto dal low cost: pago poco l’aereo (rispetto agli standard delle compagnie cosiddette di bandiera), uso Airbnb per l’alloggio (ottimizzando anche la parte del cibo).

Così si muove l’Europa da qualche anno a questa parte. Basta, volendo fare una verifica empirica, mettersi agli arrivi di qualche aeroporto (periferico) nel weekend e vedere gli sbarchi dei passeggeri.

Sono turisti che arrivano tutto l’anno, che non badano molto al sottile per il tempo, che tagliato il prezzo del volo e limitato quello dell’alloggio spendono in cibo, accesso alle risorse monumentali e culturali e che vogliono portare qualcosa a casa.

Si chiamerebbe destagionalizzazione, se non fosse una cosa diversa. Ma anche da quel punto di vista ci sono risposte molto ampie.

E’ chiaro che in Basilicata l’unico attrattore che può far scattare una molla di questo tipo è Matera. Non c’è bisogno di spiegarlo (spero).

E, quindi, serve un aeroporto in Basilicata?