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La Basilicata degli stonati TOTAL

Questi giorni si registra l’ indignazione – condita anche da punte di affilata ironia – di molti cittadini e diversi rappresentati della classe dirigente lucana per il rifiuto di Total di fare donazioni in favore della sanità di Basilicata.
Si ripete così l’errore storico di proporsi alle compagnie petrolifere solo per elemosinare compensazioni. D’altronde è ormai un’abitudine consolidata quella di andare in processione dalle aziende estrattici con il cappello in mano e la busta con i curriculum sotto il braccio. Tanto radicata che, a cotanta indignazione, la reazione lucana sui social è stata di gaudio tripudio con tanto di like, battute e applausi digitali.
Certo,  lo sappiamo: battere le mani al “capo quartiere” è diventato ormai un gesto di educazione e quindi, come tale, non si nega mai.

Ma fa specie assistere a maldestri tentativi di obbligare ad una liberalità sapendo che, invece, quando si potevano accampare legittime pretese nei confronti dei “petrolieri” si è preferito fare prima silenzio e poi spallucce.

E niente. E’ una dote: riusciamo sempre a stare dalla parte sbagliata rispetto alle cose giuste da dire, scrivere e, soprattutto, fare.